Caserta, la cronaca della marcia contro i “Fuochi” di sabato 9

 

 

CASERTA – Il giudizio è unanime: il corteo dello scorso sabato ha rappresentato la più imponente manifestazione di piazza svoltasi negli ultimi decenni a Caserta: circa 35000 presenti (dato stimato dalle forze dell’ordine) che sono stati la risposta visibile all’imponente lavoro di coscientizzazione profuso dagli organizzatori.

Un corteo composto, alla cui sicurezza hanno contribuito anche una sessantina di volontari coordinati dal comandante Vincenzo Piccolo; una interminabile serie di striscioni esibiti dagli studenti e dai rappresentanti delle associazioni per gridare con forza il sacrosanto diritto a vivere in un ambiente salubre; in testa, il simbolo della Croce che, come ha spiegato don Antonello Giannotti al termine della manifestazione, “riassume tutto il senso del nostro stare qui oggi: rappresenta infatti l’espressione del male, perché svela nella loro crudezza la logica perversa del potere e tutte le nostre azioni deplorevoli commesse obbedendo alla logica dello sfruttamento del creato, ma è anche l’espressione del bene, perché rappresenta quelli che in questo momento critico hanno scelto di superare il rischio dello scoraggiamento per essere i protagonisti del riscatto della città”.

Appassionati, calorosi, energici anche i successivi interventi di don Maurizio Patriciello e del vescovo mons. Angelo Spinillo; evidente l’emozione di mons. Raffaele Nogaro nel vedere concretizzata l’immagine della “sua gente” in marcia, così come l’ha auspicata dal suo arrivo a Caserta e sintetizzata nell’espressione “camminare insieme, camminare sempre, camminare tutti”.

Subito dopo, il tavolo consiliare nel corso del quale il sindaco Pio Del Gaudio – in risposta ai punti della piattaforma presentata dalla Diocesi e dal coordinamento delle associazioni – pubblica una nota di aggiornamento, datata 8 novembre, sugli interventi già in corso o che si andranno a realizzare: previste, tra le altre, iniziative per il ripristino della legalità come l’impiego di guardie ambientali volontarie in aggiunta agli ispettori ecologici e alla polizia municipale, e l’implementazione dell’impianto di videosorveglianza del territorio.

“Di alcuni punti della piattaforma – precisa l’avvocato Giuseppe Tescione, presidente di OsservAzione Caserta – il Comune non è responsabile o lo è solo in parte. Per tanti buoni motivi il problema dell’emergenza sanitaria potrebbe oggi essere giunto alla svolta decisiva: esiste un tavolo interministeriale che prova quanto la gravità della situazione sia ben nota a livello governativo; a livello locale, ci saranno i tavoli permanenti istituiti con la Prefettura e con il Comune a garantire ai cittadini la trasparenza e la partecipazione di cui hanno bisogno; da alcune settimane è realtà l’approvazione del piano di bonifica regionale. E’ essenziale però che d’ora in poi, nel rispetto del principio di corresponsabilità, i soggetti coinvolti affrontino e risolvano esclusivamente quanto di loro competenza”.