Caserta, un “salvadanaio” sul sagrato del Buon Pastore: invito alla carità e sfida alle tentazioni

 

Foto di Rodolfo Canzano

CASERTA –  Un solido “salvadanaio” saldato sul sagrato della chiesa del Buon Pastore. Ecco cosa vedono i fedeli che si accingono a pregare o a recarsi nella chiesa di piazza Pitesti nel capoluogo. Un salvadanaio in ferro, una specie di cassaforte modificata, posizionato a pochi metri dalla strada. Il salvadanaio dei poveri. L’idea è venuta ad alcuni cittadini  ed è stata subito sposata da don Antonello Giannotti, divenuto recentemente parroco del Buon Pastore.

“Solo quattro mesi intensissimi – spiega il sacerdote – ma ho la sensazione di essere  qui da sempre tanta è l’intensità e l’entusiasmo con il quale ho abbracciato questa nuova missione”.

Domenica mattina lo stesso Don Antonello ha provveduto alla benedizione del prezioso scrigno volutamente posto sul sagrato.  Invito e sfida. Queste le due facce dell’iniziativa. Da un lato la manifesta imponenza di un forziere che nel nostro immaginario è incastonato nelle mura di banche sontuose o di case lussuose è una provocazione che invita a valorizzare quello che si ha e a ricordarsi di coloro che sono meno fortunati. Dall’altro è  una sfida a tenere lontane  pericolose tentazioni di malintenzionati costretti a fare  i conti con la loro coscienza prima di pensare di sottrarre ai poveri e peraltro in un luogo Sacro.

Tutti i passanti possono depositarvi offerte destinate ai più bisognosi. Ogni settimana il salvadanaio sarà aperto da don Antonello che comunicherà la somma raggiunta. Il denaro sarà poi destinato a vari enti di assistenza, nella fattispecie alla Tenda di Abramo, alle suore Orsoline di Casa Rut e alla Caritas.

Il salvadanaio, e questa è la seconda interessante novità, non stazionerà fisso sul sagrato della chiesa del Buon Pastore, ma sarà itinerante. Sarà ospite di altre parrocchie della diocesi, stazionando due mesi in ognuna di esse.