CASERTA – “Amerai il prossimo tuo come te stesso” risponde Gesù al dottore della Legge nella parabola del buon samaritano. Il rabbino gli domandava “Che devo fare per avere la vita eterna?” e aggiungeva “Chi è il mio prossimo?”.
Da questo interrogativo si è sviluppata, interamente, la Lectio Magistralis dell’istituto Superiore di Scienze Religiose di Caserta dal titolo il “Prossimo tuo” tenuta dal filosofo Massimo Cacciari, uno dei massimi pensatori internazionali, sindaco di Venezia più volte, ieri sera, venerdì 7 ottobre, nell’Auditorium di via Ceccano, gremito di persone.
Professori, sacerdoti, studenti, gente comune. Tutti sono accorsi per fare dell’ascolto il mezzo della parola. Una iniziativa promossa con grande successo dal direttore dell’Istituto di Scienze Religiose don Nicola Lombardi. “L’Istituto San Pietro è diventato – spiega don Nicola – uno dei motori della cultura a Caserta. Senza di noi la città sarebbe completamente povera e senza praticamente una riflessioen intellettuale. E’ anche questo il motivo del tanto impegno che mettiamo nelle nostre attività”.
“Il tema centrale della lectio è, appunto, il “prossimo”. “Prossimo, deriva dal latino prope” – dice Cacciari – “ e sta a significare vicino a qualcosa nello spazio e nel tempo, ma il prossimo evangelico si riferisce al remoto. Al nemico. A chi compie un’azione nei confronti di un altro essere umano non per riceverne qualcosa in cambio ma senza una contropartita. Non reciprocità ma gratuità.Infatti, il samaritano che soccorre l’uomo lasciato a terra quasi morto, è un nemico eppure salva l’estraneo senza porsi limiti”.
Il messaggio che ne deriva è quindi “approssimarsi al prossimo” – continua il filosofo – “ma badate bene, avvicinarsi pur restandone distante, nella propria diversità. Amare il nemico perché amare l’amico è fin troppo facile. Eppure, quando si va nel campo dell’amicizia, si tende fin troppo spesso all’uguaglianza. Si scelgono le persone in base alle similitudini. Eppure, sono le differenze che aiutano la nostra crescita. Mai tendere a rendere qualcuno simile a noi o renderci noi simili. Fai qualcosa per il tuo prossimo ma non cercare di cambiarlo. Dissetati nella sua diversità. Ecco che allora, approssimarsi all’altro significa prima di tutto riconoscerlo e rispettarlo per quello che egli è, non per quello che vorremmo che fosse!”.
E’ legittimo anche, traspare dalla lectio, avere paura del diverso, provarne repulsione, ma, nonostante ciò “è necessario abbattere ogni pregiudizio” – incita Cacciari – “annientare ogni barriera interiore, qualunque ripugnanza e prendersi cura dell’ uomo ferito o mezzo morto che incontriamo sul nostro cammino, per poter finalmente amare il prossimo come noi stessi”.
Per l’ennesima volta, il filosofo Massimo Cacciari, ha accolto con gioia, l’invito del Vescovo di Caserta a parlare alla sua comunità e questo “ci rende fieri” – dice il Vescovo, Pietro Farina –“perché ci rendiamo conto che c’è bisogno di dialogo. C’è la necessità di maggiori incontri come questo che diano la possibilità di confrontarsi perché è proprio grazie all’altro che scopriamo noi stessi. Alla luce del convegno diocesano, da poco concluso che ha trovato così tanti consensi, vogliamo fare di questi incontri uno strumento di dialogo e ripeterli con maggiore frequenza”.
