Caserta, il Convegno diocesano invita a usare la pazienza

 

CASERTA -“Ricordiamoci sempre di essere testimoni più che maestri” – questo è uno dei messaggi che è emerso dai gruppi di incontro che, nel pomeriggio di ieri, si sono riuniti in tre delle parrocchie Casertane: Maria SS. del Carmine e S. Giovanni Bosco, Sant’Antonio da Padova e SS. Nome di Maria. Questi incontri rappresentano l’inizio della fase operativa del Convegno diocesano “Vedo Vivere la Chiesa”.

 

Dal gruppo della Testimonianza della carità ci si è resi conto che è la pazienza a dover essere esercitata come un muscolo. Bisogna incentivare i centri d’ascolto perché sono l’elemento essenziale per raccogliere i dati sulla povertà di Caserta e il punto successivo è quello di valutare le azioni da intraprendere per aiutare chi si trova in difficoltà. Dal gruppo dell’evangelizzazione vengono tante proposte che partono da un denominatore comune “innamorarsi di Cristo e portarlo al mondo attraverso le azioni”.

 

E’ necessario anche conoscere e far conoscere la Bibbia, che è la mano amica sempre tesa. Importante ancora, la corresponsabilità; una parola importantissima ma, al giorno d’oggi, purtroppo , quasi dimenticata. Ognuno deve farsi un esame di coscienza ed assumersi le proprie responsabilità senza scaricarle su altri, in fondo, si sa, la colpa non è mai da una parte sola. Dal gruppo liturgico, infine, viene enunciata l’esigenza di celebrare una messa, permettetemi l’espressione, come “Dio comanda” e cioè, seguendo e rispettando i simboli ed i momenti di ogni celebrazione. In sintesi, ciò che accomuna i tre gruppi, è il punto di partenza che deve essere la Chiesa e un cammino che da essa si sposti, fino a giungere i punti più lontani: le famiglie, i luoghi di lavoro ma anche tutti i momenti di aggregazione. Una chiesa che si fa popolo e un popolo che si fa chiesa.