Sessa Aurunca, il vescovo Napoletano: “La missione della diocesi è educare alla vita buona”

Eccellenza, a giugno chiude un nuovo anno pastorale può tracciare un bilancio delle attività?

SESSA AURUNCA (Caserta) – Il vescovo di Sessa Aurumca, monsignor Antonio Napoletano, classe ’37, pastore della città sessana dal 19 novembre 1994, si è da subito distinto per la sua intensa attività diocesana. L’Eco di Caserta lo ha intervistato per un bilancio sull’anno pastorale che si va compiendo.

 

“Quest’anno sono stato impegnato nella visita pastorale alle comunità di Mondragone, un’esperienza in mezzo al popolo”.

 

Come ha trovato la Diocesi quando è arrivato a Sessa Aurunca circa 17 anni fa?

“L’ho trovata avviata verso la via del Concilio e quindi i miei predecessori avevano già lavorato per l’attuazione del Concilio vale a dire Monsignor Costantino, Nogaro e Superbo. Io ho continuato questo lavoro”.

 Quali sono le sue origini?

“Sono nato a Nocera Inferiore. Sono un religioso missionario redentorista e sono andato in visita nelle missioni estere in Madagascar e in Argentina. Ho svolto quindi una intensa attività missionaria prima di essere consacrato vescovo per decisione del Santo padre. Ho anche guidato il santuario di San Gerardo Maiella (a Materdomini, in provincia di Avellino nda) e lì ho svolto la mia azione pastorale”.

Quali obiettivi ha raggiunto?

“Quello di realizzare il Concilio, di mettere in pratica quello che il Concilio ci aveva indicato e quindi portare la comunità a una maggiore consapevolezza della propria fede, del proprio impegno cristiano anche nella vita civile e sociale”.

Quali percorsi intende seguire per il prosieguo delle attività?

“Attuare la nota pastorale sull’educare alla vita buona del Vangelo. Per il prossimo decennio è questo l’obiettivo, l’impegno dei pastori e anche delle nostre comunità parrocchiali diocesane”.