CASERTA – Sembra ieri. Ma sono passati trent’anni dal triste episodio che vide protagonista Giovanni Paolo II, ferito in Piazza San Pietro dall’attentatore turco Alì Agca, quel 13 maggio 1981, giorno nel quale viene ricordata dalla Chiesa l’apparizione della Madonna ai tre pastorelli a Fatima il 13 maggio del 1917.
Il Papa Giovanni Paolo II, da qualche giorno divenuto Beato, perdonò Agca andandolo a trovare in carcere il 27 dicembre del 1983 a Rebibbia dove venne rinchiuso dopo la sua cattura in piazza San Pietro. Coincidenza vuole che nello stesso orario in cui Agca sparò al Papa, le 17, vi fu anche l’apparizione della Madonna a Fatima. Giovanni Paolo II ha sempre sostenuto che fu la mano della Madonna a deviare i colpi che non furono mortali. Sull’attentato al Papa si sono fatte tante congetture circa i mandanti di questo attentato (qualora ve ne fossero stati), sta di fatto che quanto accaduto a Wojtyla era scritto nel terzo segreto di Fatima.
In molti hanno sostenuto – a ragione – che Giovanni Paolo II ebbe un ruolo determinante nella caduta del muro di Berlino che divideva il blocco occidentale da quello comunista e nella successiva dissoluzione del blocco dell’ex Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (Urss). Secondo altri il sistema sovietico sarebbe imploso da solo, anche se il papa Polacco ne catalizzò la fine. Sta di fatto che il Papa combattè con forza contro il comunismo.
Nel libro “I fioretti di Papa Wojtyla” Un pensiero al giorno (edizioni Carroccio) finito di stampare a marzo 1985 Giovanni Paolo II scrive il 13 maggio: “Madre degli uomini e dei popoli, Tu che “conosci tutte le loro sofferenze e le loro speranze”, tu che senti maternamente tutte le lotte tra il bene e il male che scuotono il mondo contemporaneo, accogli il nostro grido che rivolgiamo al Tuo cuore e abbraccia, con amore della Madre e della Serva, questo nostro mondo umano, che Ti affidiamo e consacriamo, pieni di inquietudine per la sorte terrena degli uomini e dei popoli”
