Caserta, la Bibbia tra i libri di scuola

CASERTA – Il Progetto “La Bibbia tra i libri di scuola” intende presentare alle scuole della Diocesi di Caserta le motivazioni del protocollo d’intesa MIUR – Biblia, firmato il 29 marzo 2010, per una maggiore presenza della Bibbia nella scuola italiana, insieme alle prime idee, proposte e programmi concreti per la sua attuazione.

Nell’ autonomia della scuola i Dirigenti Scolastici insieme ai Referenti per la Pastorale Scolastica diocesani potranno attuare progetti sperimentali anche in rete per iniziare un percorso di conoscenza della Bibbia soprattutto nella scuole superiori di primo e secondo grado.

La conoscenza delle Scritture ebraiche e cristiane è una delle carenze più forti della cultura italiana, perché la Bibbia è stata considerata una riserva di caccia per “preti e suore”, come da sempre dicono sbrigativamente i ragazzi. Quei “ragazzi” che diventano a loro volta adulti , crescono intellettualmente e maturano professionalmente, diventano a volte professori e quasi sempre madri e padri di famiglia, ma per i quali la Bibbia resta preclusa.

Una conoscenza laica della Bibbia non intende precludere, evidentemente, nessuna apertura di fede. Intende però favorire innanzi tutto la conoscenza del testo, della storia della sua composizione, dei contesti culturali e religiosi all’interno dei quali esso può trovare senso e delle ricadute che la sua diffusione ha provocato incidendo per millenni sulla visione del mondo e sulle scelte di vita di miliardi di persone. Siamo anche convinti, d’altra parte, che i ragazzi sono ben disposti a conoscere un patrimonio di cui intuiscono l’importanza e percepiscono l’autorevolezza.

D’altro canto, guardare alla Bibbia da un punto di vista laico significa anche restituire la Bibbia alle diverse tradizioni religiose che l’hanno venerata come Scrittura sacra, cioè all’ebraismo e al cristianesimo, come anche alle diverse tradizioni ecclesiali cristiane che si sono sviluppate a partire dalla ricezione di essa. Significa però anche riconoscere che pure credenti di altre religioni o non-credenti possono desiderare conoscere la grande tradizione biblica per riconoscere ad essa il posto che le spetta nella costruzione della storia del pensiero e nella maturazione della spiritualità umana.

Infine sottolinea il direttore dell’Ufficio per l’ Educazione, la Scuola e l’ Università della Diocesi di Caserta, nonché Vicario Episcopale per la Evangelizzazione sac. prof. Valentino Picazio: ”… non dobbiamo aver paura, come nel passato, di far conoscere il testo biblico, ma piuttosto creare occasioni per proporlo quale testo di fede e di cultura …”.