ROMA – Salvare la vita di Asia Bibi e abolire la legge sulla blasfemia: è l’appello bipartisan lanciato in vista della manifestazione organizzata per mercoledì 26 gennaio a Montecitorio dall’Associazione parlamentari amici del Pakistan alla Comunita’ di Sant’Egidio e da organizzazioni della società civile.
“Non scendiamo in piazza contro nessuno, ma per testimoniare solidarietà ad Asia Bibi e alla sua famiglia”, è lo slogan dell’iniziativa, presentata in una conferenza stampa alla Camera. Il Comitato promotore chiede al presidente del Pakistan Zardari la grazia per Asia Bibi, cristiana, madre di cinque figli, picchiata, imprigionata e condannata a morte dopo un processo sommario con l’accusa di aver offeso il Profeta Maometto in base alla legge sulla blasfemia.
Ed è su questa legge che convergono denunce e proteste. “In molti Paesi del mondo – afferma Mario Giro della Comunita’ di Sant’Egidio – ci sono reati per vilipendio alla religione, ma quello che rende diversa la legge pachistana è la possibilità di condannare a morte”. Una legge, rincara Riccardo Noury, portavoce della sezione italiana di Amnesty International ’la cui formulazione è talmente vaga che si presta a qualsiasi tipo di abuso’.
