Caserta, al via le iscrizioni all’Issr per l’anno accademico. Intervista con il direttore Lombardi

CASERTA – Parte il nuovo anno accademico all’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Caserta, uno dei più innovativi in Italia, collegato alla Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale. Ne abbiamo parlato con il direttore, don Nicola Lombardi.

Quali sono le novità per il nuovo anno accademico?

Novità sostanziali rispetto all’anno scorso non ce ne sono, per quest’anno è stato confermato tutto il percorso formativo già attivo dagli anni scorsi. Comunque abbiamo in cantiere delle cose: ovvero un biennio di specializzazione in  turismo religioso e l’attivazione di master di primo e secondo livello in mediatore interculturale e interreligioso, però dobbiamo ricevere l’autorizzazione.

Rispetto ai dati ISTAT che registrano quest’anno un calo degli iscritti all’università del 4‰, l’istituto di scienze religiose ne ha risentito oppure no?

Mah! Dipende dagli anni. Mediamente siamo sempre costanti, non risentiamo ne di un calo ne di un aumento, se non per una minima oscillazione che varia di anno in anno.

Quali sono i costi di quest’ istituto universitario?

Quest’è un istituto universitario privato, dipendente direttamente dalla diocesi, proprio per questo cerchiamo di mantenere i costi  più contenuti possibili.

L’ ISSR “ San Pietro” è un istituto universitario a carattere religioso?

E’ promosso dalla Diocesi, ma è al servizio della elaborazione culturale e della ricerca, come tutti gli istituti accademici.

L’ istituto “ San Pietro” come si colloca nel grande progetto della Chiesa cattolica?

Beh, essendo il principale corso di laurea destinato alle Scienze religiose, è la via principe per comprendere bene la fede cristiana cattolica, quella con la più affascinante speculazione teologica e filosofica in assoluto. C’è sicuramente modo di approfondire alcune verità di fede che dovrebbero essere bagaglio di tutti i cattolici. Inoltre sono attivati corsi per alunni “ ospiti”, come quello per Addetti stampa, che è unico in Italia nel suo genere, o quello per catechisti e animatori.

Lei è un osservatore privilegiato del mondo della formazione, perché è a contatto con i ragazzi che si sono appena licenziati dalla scuola secondaria superiore. Dal suo punto di vista il grado di preparazione che ricevono è sufficiente o no per affrontare il mondo accademico in genere?

Penso di sì.  Dal mio punto di vista, infatti, uno potrebbe anche non avere la preparazione necessaria e avere un forte motivazione, lo dico per esperienza professionale, avendo fatto istituti tecnici mi sono poi avventurato in studi umanistici mosso da una forte motivazione e dalla vocazione.