CASERTA – Si sostituirà ai vigili del fuoco e sara’ in grado di intervenire con rapidita’, precisione, e anche con piu’ efficacia. Il primo sistema antincendio in galleria completamente automatizzato e’ entrato in funzione oggi nella galleria Parco della Reggia, lungo la strada statale 700, a Caserta.
L’inaugurazione con una simulazione d’intervento del congegno ideato da un ex ingegnere dei vigili del fuoco, Domenico Piatti. Si tratta di un robot a quattro moduli, che scorre su un binario posto sulla volta della galleria in tutta la sua lunghezza. Il sistema e’ dotato di un
sensore e di telecamere a raggi infrarossi, per intervenire in caso di fumo e scarsa visibilita’, e normali, per la trasmissione delle immagini in tempo reale alla sala operativa.
“Il Robogat e’ in grado di intervenire non appena viene rilevato il pericolo – spiega Piatti – e di circoscrivere e speggnere l’incendio in pochi secondi. Resiste alle temperature piu’ elevate e si autoraffredda sfruttando il sistema idrico antincendio. E’ un condensato di ingegneria elettronica, idraulica, meccanica, aeronautica, ferroviaria.
Al progetto lavoriamo da circa dieci anni con uno staff di cinquanta ricercatori”. La galleria della rete Anas e’ la prima in Europa dotata del sistema di sicurezza brevettato dieci anni fa e sperimentato a Caserta per la prima volta. “La sicurezza e’ una delle preoccupazioni primarie di Anas – spiega Giuseppe Scanni, direttore centrale della societa’ – per questo abbiamo accolto con entusiasmo la sperimentazione di questo nuovo sistema che cercheremo di estendere anche ad altre gallerie.
La rete stradale italiana conta oltre un migliaio di tunnel, la meta’ di quanti ce ne sono in tutta Europa”. Intorno al progetto Robogat sono nate tre aziende, tutte nell’area di Pomigliano d’Arco, dove e’ stato realizzato.
“E’ sorta una filiera intorno a questa idea che mio padre – spiega Roberta Piatti, amministratore delegato di Robogat srl – ha avuto dieci anni fa con la tragedia del traforo del Monte Bianco.
Da allora, con investimenti di famiglia e un contributo pubblico del 5% abbiamo sviluppato questa teconologia, grazie anche alla ricerca della facolta’ di ingegneria dell’Universita’ di Salerno. E ci sono gia’ commesse dall’estero”.
