CASERTA – Il 06 Luglio 2010 alle ore 18,30 alla Feltrinelli Librerie Caserta di Corso Trieste 154/156 c’è stata la presentazione del libro a cura di Luigia Melillo docente universitaria dell’Orientale di Napoli, il dott. Antonio Esposito che da anni collabora con la cattedra di Bioetica Interculturale presso l’Orientale di Napoli dal titolo a A distanza d’offesa, A est dell’equatore. Insieme agli autori hanno discusso Gianni Allucci responsabile di AD Agrorinasce, Arturo Gigliofiorito rappresentante Mondo Tondo, coordinati da Pasquale Iorio dell’Associazione VP Aislo.
Il testo riporta una serie di testimonianze sulla situazione della negazione dei diritti e dei rapporti umani degli immigrati. Ha la prefazione dei Alex Zanotelli e tutti i proventi della vendita del volume verranno versati all’Associazione VP Aislo che sostiene economicamente i medici volontari che si occupano della salute degli immigrati nella zone dell’Agro aversano e del litorale domizio, territori in cui la presenza degli immigrati è particolarmente elevata. Il testo è un libro di denuncia sulla penosa situazione sociale dei migranti: “C’è uno lato tra me e l’altro. Ci separa uno spazio. L’Umano che abbiamo in comune potrebbe colmarlo. Mani che si stringono, corpi che si tengono, sguardi che si riconoscono. Ma una ferita dilania la radice, costruisce una distanza che diventa d’offesa. Il disconoscimento non ha bisogno di razze, si nutre di ignoranza e paura. L’economia si fa morale delle leggi, e per raggiungere un luogo c’è bisogno del Permesso. Accordato se servono braccia, altrimenti negato. In nessun conto le ragioni del viaggio, non importa l’origine se si deve fortificare l’approdo. Ma nelle strade di un primo marzo, si mescolano le differenze, e l’ineluttabilità della presenza diviene forza e speranza. “ Il brano riportato nella scheda del volume è un chiaro riferimento e riflessione sulla situazione dei migranti.
Lo stesso Allucci , che da anni opera nella zone descritte nel libro, ha testimoniato la difficoltà degli agricoltori nel rendere legale il lavoro dei migranti nelle loro terre, l’emersione del lavoro nero fa lievitare considerevolmente le cifre di spesa, a tal punto che i guadagni non riescono a coprire le somme da versare per l’emersione. Pertanto la maggioranza degli agricoltori è costretta a lasciar marcire sugl’alberi e nei campi i prodotti agricoli maturi per la raccolta stagionale. A questo punto Allucci ha ipotizzato un concorso di idee per far uscire da questo increscioso giro di vite sia gli agricoltori sia i migranti. I partecipanti alla tavola rotonda e al dibattito hanno evidenziato che sono le istituzioni che con il repentino cambio di leggi decreti a determinate uno stallo sociale e d un fermo legislativo sulla situazione dei migranti, cosicché anche l’integrazione risulta di difficile realizzazione, anche perché la maggior parte dei migranti non essendo regolari non compaiono come cittadini delle zone di residenza e pertanto sono come dei fantasmi che i cittadini vedono reali ma per lo stato italiano non esistono , e nella maggior parte dei casi sono illegalmente residenti nel nostro Bel Paese. La Prof.ssa Melillo al termine del dibattito a dato appuntamento a alla prossima pubblicazione, che dovrebbe essere costituita da una sorta di monitoraggio delle zone italiane dove sono negati i diritti umani degli uomini come delle donne.
