Don Valentino di Cerbo, dopo quarantadue anni di sacerdozio viene nominato vescovo

CASERTA – Dopo quasi un anno di vacatio domini, finalmente la Diocesi di Alife–Caiazzo ha il successore di Mons. Pietro Farina. Il nuovo vescovo è monsignor Valentino Di Cerbo, originario di Frasso Telesino (Benevento), e il trenta marzo u.s. ha festeggiato i quarantadue anni di Sacerdozio, atteso che fu nominato nel 1968, con la bella notizia della nomina a Vescovo.

Per l’investitura, occorrerà comunque attendere al primo maggio alle ore 16,30 ove, con una cerimonia in Vaticano, il Segretario di Stato S.E. Tarcisio Bertoni lo ordinerà Vescovo e quindi guidare la diocesi di Alife-Caiazzo, il cui ingresso in Diocesi avverrà il giorno otto di maggio alle ore 17,30 con una solenne celebrazione nella Cattedrale di Alife.

Ma vediamo adesso più in dettaglio, chi è Mons. Di Cerbo: Originario di Frasso Telesino (BN), ove è nato sessantasette anni fa, è stato ex alunno dell’Istituto Salesiano di Caserta e della Pontificia Università Lateranense, si è laureato in Filosofia presso l’Università’ degli Studi “Federico II” di Napoli, dal 1968 è incardinato nel clero della diocesi di Roma. Nei più di quattro decenni del suo ministero presbiterale, è stato vice parroco a “San Luca” nel popoloso quartiere Prenestino (Roma), successivamente, S.S. Giovanni Paolo II lo chiama in Vaticano come officiale della Biblioteca e poi stretto collaboratore del direttore dell’Ufficio Catechistico del Vicariato.

Nominato assistente nel Pontificio Seminario Romano Maggiore e insegnante di religione nelle scuole medie e all’Istituto per Geometri Leon Battista Alberti. Nel 1980 è nominato direttore del Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi del Vicariato di Roma e, in seguito, dell’Ufficio Catechistico Regionale del Lazio. E’ stato membro del Consiglio dell’Ufficio Catechistico Nazionale e del Comitato Nazionale per il riconoscimento degli studi di scienze religiose e del Forum Europeo per l’insegnamento della Religione Cattolica; Direttore Amministrativo dell’Istituto di Scienze Religiose “Ecclesia Mater” e Direttore dell’Istituto Superiore “E. Caymari”.

Promotore dei gruppi di studio per l’insegnamento della religione cattolica nelle città europee ha dato un rilevante contributo all’aggiornamento del settore, alla luce dei dettati del Concilio Vaticano II e dei nuovi accordi concordatari. Nel ’91 è nominato minutante della Prima Sezione della Segreteria di Stato a capo dell’ufficio della sezione italiana. Nel 2002 e stato Rettore a Roma della Chiesa di “Sant’Eustacchio” e di quella di “San Lorenzo degli Speziali”.

Il nuovo Vescovo di Alife-Caiazzo è da molti anni anche consigliere spirituale nelle equipe “Notre Dame” di Roma, e ha fondato e diretto alcune riviste di carattere pedagogico e catechetico oltre a essere autore di molti saggi di carattere storico e teologico. Ha sempre mantenuto un rapporto forte con la sua terra di origine, nella provincia di Benevento. E’ rettore della chiesa della “Madonna del Campanile” nella sua Frasso Telesino ed è tra i fondatori dell’associazione “Terra Fraxi” che si propone di rilanciare la cultura locale. In tale ambito, nel 1995 ha fondato il periodico trimestrale “Moifà” ed ha curato pubblicazioni di storia locale. Incarichi che premiano il grande servizio reso dal Sacerdote alla chiesa.

Da molti anni capo dell’ufficio italiano della Segreteria di Stato nonché collaboratore del Sostituto della Segreteria Giovanni Battista Re. Ha continuato in questo ruolo nei primi cinque anni del pontificato ratzingeriano. Da Benedetto XVI è stato nominato pastore della Diocesi di Alife-Caiazzo, la storica diocesi campana (Clarus, il primo vescovo, partecipò ai concilii romani di Papa Simmaco nel 499 e 501) della quale fu sede cardinalizia nel sedicesimo secolo. Intanto mentre scriviamo, il successore di Monsignor Pietro Farina si sta dedicando agli esercizi spirituali.

Leggiamo la lettera che il neo eletto ha inviato ai suoi Diocesani.

Cari fratelli e sorelle della Diocesi di Alife-Caiazzo, oggi il Santo Padre Benedetto XVI mi ha nominato vostro Vescovo. Nel cammino della Chiesa che è in Alife-Caiazzo, nella quale lo Spirito del Signore continua a compiere le meraviglie del suo amore, mi inserisco con grande umiltà per servire la sua opera di salvezza.

Vengo ad annunciarvi che Cristo è risorto, ma so che egli è già presente tra voi e vi dona la sua pace. A me il compito di continuare a testimoniarlo con tutte le mie forze e con tutta la mia vita, nel solco tracciato da quanti mi hanno preceduto, ultimamente S. E. Mons. Pietro Farina, Vescovo di Caserta e Amministratore apostolico diocesano, cui va il mio cordiale, riconoscente e fraterno pensiero. La nostra Diocesi dista pochi chilometri dal paese in cui sono nato, Frasso Telesino, dal quale più di mezzo secolo fa partii per Roma, dove mi sono preparato al Sacerdozio e, ordinato presbitero nel 1968, ho servito la Chiesa che presiede nella carità, quale assistente nel Seminario Romano, insegnante di Religione, Vice parroco nella Parrocchia di San Luca al Prenestino, direttore del Centro Pastorale per l’Evangelizzazione del Vicariato.

Poi il Signore ha disposto diversamente di me. Ho così prestato la mia opera nella Biblioteca Apostolica Vaticana e, da più di 16 anni, in Segreteria di Stato. In questi ultimi anni, il Vescovo di Cerreto Sannita Telese-Sant’Agata de’ Goti, mi ha affidato anche l’incarico di Rettore della Chiesa della Madonna di Campanile nel mio paese, dove mi reco settimanalmente. Mentre mi accingo a venire da Voi come vostro pastore, ripercorro idealmente le tappe della mia vita e sento che il Signore mi è stato sempre vicino ed ha trasformato la mia povertà nella sua ricchezza. Vengo perciò da voi con fiducia, certo che Lui non mi farà mancare la sua grazia e il suo aiuto perché io possa essere servitore della vostra gioia, con Lui e come Lui, e compiere fedelmente il mandato che il Successore di Pietro mi ha affidato restituendomi alla mia amata Terra sannita. Rivolgo il mio pensiero affettuoso a tutti voi, soprattutto ai Sacerdoti, ai Religiosi e alle Religiose, chiedendovi di accogliermi e di aiutarmi. Senza di voi mi sentirei senza braccia e senza cuore. Mentre il Signore mi chiama ad esercitare una paternità più grande, non posso non inviare un ricordo pieno di attenzione e di sollecitudine ai malati, a quanti sono senza lavoro, a quanti cercano un senso più alto per la loro esistenza e, con tanto affetto, ai bambini, ai giovani e agli immigrati.

Saluto con deferenza le Autorità civili, con le quali mi impegno a collaborare per realizzare il bene comune e perché anche nella nostra Terra continui ad avanzare il Regno di Dio, magnifico progetto d’amore del Padre. Vengo a voi in povertà, ma ho una grande ricchezza da portarvi: Gesù Cristo, Crocifisso e Risorto, l’unica immensa speranza della Chiesa. Con Lui ci sarà una lieta notizia per tutti, specialmente per i poveri, oggetto di intenso amore del Padre e singolari tesori della Chiesa. In questo compito grande ed esaltante, so di poter fondare il mio servizio al Vangelo sulla fede di Pietro e del suo Successore, il Papa Benedetto XVI, che ho avuto la gioia e l’onore di servire più da vicino in questi ultimi anni. Sono certo anche che la Madre di Gesù veglierà, come sempre, su di me e su tutti noi. Arrivederci a presto. Pregate per me. Anch’io sto pregando per voi. “Vi accompagni la mia Benedizione”. + Valentino Di Cerbo Vescovo eletto