Caserta, sulla porta del giudice Magi era sangue umano. Il magistrato: Non mi fermo

CASERTA – I carabinieri del Nucleo operativo ed investigativo del comando provinciale di Caserta stanno completando gli ultimi accertamenti per un primo rapporto da
inviare alla Direzione distrettuale antimafia di Napoli ed alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) sulla vicenda della traccia di colore rosso trovata davanti alla
porta d’ingresso dell’abitazione del giudice, Raffaello Magi, presidente della prima sezione penale del Tribunale sammaritano ed estensore della storica sentenza Spartacus contro i Casalesi.

Si tratta di una traccia di sangue umano, come e’stato confermato dai risultati degli esami effettuati dal Racis di Roma e che lascerebbe ipotizzare una intimidazione nei confronti del magistrato, ormai da anni impegnato in processi contro esponenti delle organizzazioni camorristiche del Casertano, in particolare dei casalesi e, negli ultimi tempi dei ’Mazzacane’, l’altro potente clan operante tra Marcianise, Caserta e comuni limitrofi, guidato dai fratelli Domenico e Salvatore Belforte ed in qualche modo collegato con gli stessi Casalesi.

Una intimidazione nei confronti del magistrato, impegnato, tra l’altro, nel processo ’Spartacus’ che ha coinvolto negli anni non soltanto capi storici e gregari della cosca ma anche
rappresentanti delle istituzioni, concluso con 16 ergastoli, confermati nello scorso mese di gennaio anche dalla Cassazione, e’ la pista, al momento, piu accreditata dalle forze
dell’ordine, che, pero’, non tralasciano altre ipotesi investigative.

Il dossier dei carabinieri del comando provinciale di Caserta contiene anche le risultanze dei
sopralluoghi effettuati sul luogo del rinvenimento delle tracce di sangue e delle testimonianze raccolte tra i condomini dell’edificio, in una delle frazioni del capoluogo, in cui abita il magistrato.

Il magistrato: Non mi fermerò

Andra’ avanti nel suo lavoro, tranquillamente, il giudice Raffaello Magi, nonostante le
intimidazioni: il magistrato estensore della sentenza del processo Spartacus, che nei giorni scorsi ha trovato una striscia di sangue umano davanti alla porta di casa a Caserta,
parla all’Ansa del lavoro svolto negli ultimi 16 anni nelle terre di ’Gomorra’.

Spiega di non avere paura e di seguire, come sempre, nel suo lavoro, innanzitutto la pista della ’prova’; gia’ in passato pero’, aggiunge anche, un pentito disse che c’era il progetto di
eliminarlo: ’Un collaboratore di giustizia, diversi anni fa, a processo concluso, disse che c’era un piano per eliminare me e Catello Marano (presidente di Corte d’assise ndr.). Disse che
eravamo stati seguiti. Dal 2005 giro sempre accompagnato’.

’Una scorta leggera’, continua. Se dalle indagini dovesse accertarsi che l’ultima intimidazione ricevuta sia effettivamente di matrice camorristica, ’si dovrebbe porre il problema di un rafforzamento delle misure di sicurezza’, per la sua persona e per la sua famiglia.

’L’ipotesi accidentale e’ stata esclusa dagli inquirenti – continua – e ieri mi hanno detto che si tratta di sangue umano. Certo non e’ un episodio simpatico. E ho qualche preoccupazione per la mia famiglia’.