Caserta, i cittadini contro le cave. La Maietta: Non ci fermeremo

CASERTA – A distanza di un anno e mezzo dalla sentenza di primo grado nel processo ai cavaioli e in attesa, quindi, del giudizio d’appello, il comitato di quartiere Parco Cerasola – Centurano, continua la battaglia a tutela dell’ambiente e della salute della cittadinanza.

Il compito si presenta certo ardimentoso, tanto più se non si è assistiti dalla giustizia stessa, visto l’esito della sentenza di primo grado. E’ il Presidente del comitato, Giovanna Maietta, a denunciare la grave falla.

“In quella sentenza ci sono passaggi allucinanti che esprimono una volontà pilotata di salvare capre e cavoli. Forte è la delusione – aggiunge – nel sentire i cavaioli dire “giustizia è fatta”. Ma quale giustizia? Ci è stata negata l’evidenza, oscurata da cavilli burocratici e da una giurisprudenza ricercata di chi vuole bendarsi gli occhi. E’ più semplice condannare un ladro che un cavaiolo! La giustizia con quella sentenza oscena è stata sconfitta”.

 

LE ISTITUZIONI CON LA ‘I’ MINUSCOLA

Altrettanto deficitario è stato l’operato degli organi politici locali. Questi in effetti, sembrano comportarsi come ‘dirigenti Cementir’. “Il sindaco di Maddaloni, Michele Farina – afferma la Maietta – , non ha fatto altro che fare documenti nel tentativo di far continuare l’attività all’azienda di Caltagirone. Ma anche l’assessore alla regione, l’ “ambientalista” Ganapini, ha firmato una convenzione con l’Aitec (associazione cementieri) per incenerire rifiuti nei cementifici campani.

L’ex presidente della provincia De Franciscis,ancor di più responsabile, proprietario di cave, pur avendo avuto la delega alle cave, ha rilasciato un’autorizzazione alla Cementir a bruciare rifiuti. Il nostro sindaco Petteruti ha rilasciato una sanatoria edilizia all’impianto di frantumazione di Iuliano autorizzando un’attività illegale. Ha installato una centralina di rilevamento delle fonti inquinanti di fronte al cementificio Moccia di San Clemente, che non ha mai attivato. Un vero spreco di denaro pubblico per un comune indebitato”.

 

LE ASPETTATIVE

Ma la battaglia non finisce qui. Le aspettative sono alte e si spera nella cessazione dell’attività di due industrie insalubri [Cementir e Moccia, ndr] e dell’attività estrattiva. Si spera che “la nostra classe politica possa abbandonare la speculazione edilizia e guardare ai colli Tifatini come meta turistica attuando un vero progetto di Parco Urbano.

A breve inizierà la fase di appello e per noi, oggi, è prioritario far si che alla Cementir non venga concesso l’ampliamento di cava. Ci stiamo muovendo conseguenzialmente alle forzature degli enti decisori che stanno pronunciando pareri per decidere se approvare il progetto di ampliamento. Stiamo puntualmente denunciando alla Procura”.

 

LA COMUNITA’

Ma un pensiero la Maietta lo rivolge anche alla cittadinanza stessa. “La cittadinanza quando è stata coinvolta ha risposto, ma purtroppo manca una cultura di difesa del proprio territorio e dell’ambiente. Il cittadino – esorta – dovrebbe capire che non si possono delegare gli altri che siano amministratori o semplici cittadini, ma imparare ad affrontare direttamente i problemi ampliando lo sguardo e guardando al collettivo piuttosto che al personalismo.

Un suggerimento che suona come un monito. Certo avrei potuto fare molto di più, ma – conclude consolandosi – credo di aver unito un gruppo di persone che traggono forza dalla loro onestà e che hanno più volte impedito ulteriori sfregi”. Qualcosa ci dice che non si accontenterà del premio di consolazione.