CASERTA – In questi pochi giorni che rimangono alla fine del 2009, non possiamo fare a meno di una riflessione su quello che il Natale dovrebbe essere per noi cristiani, vale a dire, una festa per tutti, quando invece purtroppo non è così, basti vedere quanti “homeless†dormono nei tanti luoghi all’aperto ma non certo sopra un letto.
Il Natale è la principale festa dell’anno, possiamo meglio definirlo l’inizio di una serie di festeggiamenti che partono dalla vigilia e arrivano fino all’Epifania. La festa appartiene all’anno liturgico cristiano, in cui si ricorda la nascita di Gesù Cristo, che nella Cristianità occidentale cade per convenzione il 25 dicembre.
Il ceppo natalizio delle campagne nei nostri giorni si è trasformato nelle luci e nelle candele che addobbano il presepe, le case, gli alberi e le strade. Negli anni recenti il Natale è stato piegato dal consumismo a un festeggiamento frenetico, lasciando il clima di celebrazione ad una gara commerciale. Fanno bene la Chiesa e i Papi a ricordare che tutte queste feste si celebrano e si ricordano per la nascita del Cristo.
Il pranzo di Natale è da sempre abbondante e consumato in casa, con familiari e parenti, perché è il giorno più importante dell’anno. Nelle case è allestito un presepe (o presepio), o un albero per chi è meno paziente.
Questa serie di festeggiamenti continua con l’ultimo dell’anno, dove, passata la breve euforia del brindisi, degli auguri, degli abbracci, si fa una pausa di riflessione e siamo a Capodanno, primo giorno dell’anno. E’ una festa periodica di rinnovamento, celebrata in tutte le civiltà e caratterizzata da riti che simbolicamente chiudono un ciclo annuale e inaugurano quello successivo. Infine arriva l’Epifania, una delle principali feste cristiane la cui celebrazione cade il 6 gennaio.
I Magi erano i più grandi sapienti del mondo antico e si recarono a rendere omaggio a Gesù, figlio di Dio, appena nato a Betlemme, donandogli oro, incenso e mirra. Sono indicati come “reâ€, erano: Melchiore, Gaspare e Baldassarre.
Natale significa, amore, fratellanza e solidarietà attraverso il ricordo della nascita di Gesù. Ed è anche il ricordo, attraverso il Cristo, delle tante persone che vivono una vita disagiata, persone a cui manca ogni cosa, anche il necessario per sfamarsi, appunto come innanzi detto gli “homelessâ€.
La gente, spesso, oggi, in questo periodo dell’anno, invece pensa solamente ad acquistare regali ed a preparare sfarzosi cenoni e addobbi, favorendo così lo sviluppo del consumismo.
Solamente alcune persone devolvono parte dei loro risparmi ad associazioni umanitarie, ricordandosi però solo in questo momento che nel mondo c’è molta gente che soffre e che ha un disperato bisogno d’aiuto e d’affetto. Questo si chiama consumismo.
