CASERTA – E’ vero che non tutto ciò che è nuovo è buono, ma neppure si può bocciare una idea o una norma nuova perché ci fanno faticare di più.
E’ quello che sembra stia succedendo con il federalismo demaniale che rende di proprietà dei Comuni o degli enti locali in genere anche molti beni culturali dello Stato, ma non quelli simbolici o utilizzati dalle istituzioni centrali.
Stupido chi boccia Calderoli suol federalismo demaniale
Per proprietà transitiva la norma del ministro Calderoli è stata incollata sulla Reggia e la stessa è stata affidata al Comune di Caserta. Apriti cielo: Italia Nostra grida allo scandalo, i sindacati si preoccupano (anche se per adesso non hanno gridato, essendo esperti vogliono prima cercare di capire cosa c’è di vero nelle anticipazioni e deduzioni di Sergio Rizzo sul Corriere della Sera) e soprattutto il sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti si dichiara incapace, come Amministrazione, di occuparsi della Reggia (come ha dichiarato a Il Mattino di Caserta).
Domandiamoci perché Palazzo reale è abbandonato
E’ questa è la riprova di come il Palazzo reale di Caserta, forse il più bello del mondo, sia abbandonato a se stesso e utilizzato per tutto meno che per cultura e per arricchire la città che lo ospita. Il turismo a Caserta è infatti a zero, per colpa degli amministratori, della classe politica, e degli enti preposti, come l’Ept, che a tutto pensano fuorché a gestire in maniera sana l’incredibile ricchezza che si sono ritrovati in mano. Si badi bene che la nostra non è una polemica personale. Non siamo mica arrabbiati con chi non sa nulla di turismo, comunicazione e gestione dei beni culturali. Forse avrebbe dovuto fare un altro lavoro, ma tant’è. Almeno dalle nostre parti. Ora cerchiamo di aiutarci.
Riflessione
Perciò, piuttosto che gridare alo scandalo, perché non ci si siede intorno a un tavolo e si riflette un poco. La norma di Calderoli è, forse potrebbe essere, una grande ricchezza per Caserta.
Gli enti casertani non fanno turismo ma clientelismo
La Reggia è sottoutilizzata e gestita malissimo, per non dire peggio. Il problema è che ospita troppe cose ed è governata da troppi decisori. La Reggia dovrebbe essere liberata da tutte le strutture non di rappresentanza simbolica e dovrebbe essere tutta dedicata a essere monumento. Tra poco in parte accadrà perché la scuola sottufficiali lascerà molta parte della struttura storica.
Decisore unico
Prima di far ciò bisognerebbe affidarla ad un unico decisore. Il Comune, o una fondazione composta da Comune, Provincia e Regione. A capo si potrebbe chiamare un uomo come Philippe Daverio. Lo stipendio per pagarlo si trova: basta lo stipendio di un caporipartizione del Comune capoluogo. Alcuni dirigenti sfiorano i 200 mila euro annui. Se c’è un casertano adatto, si chiami un casertano.
Fondi e tutela
I fondi per gestire la Reggia ci sono: non servono i fondi europei. La Reggia incassa già adesso, liberi da tasse e provvigioni, circa due milioni di euro l’anno (un milione e 800mila euro). Lo Stato ne restituisce alla sovrintendenza per l’attività di conservazione un milione di euro. Se la Reggia avesse i soli fondi che incassa si potrebbe già gestire e conservare. Altri fondi per le attività promozionali si troverebbero. Basti sapere che solo tra fine novembre 2009 e gennaio 2010 alla Reggia di Caserta verranno spesi in eventi spettacolari – di dubbia utilità alcuni – oltre un milione di euro.
Dipendenti
E i dipendenti della Reggia, rimarrebbero, dipendenti del ministero dei Beni culturali, ma sottoposti però alla gestione del nuovo direttore di palazzo Reale. E quindi costretti a lavorare, indossare le divise e altro. La tutela comunque rimane alla sovrintendenza.
Come dire, che in un attimo sparirebbero gli ambulanti abusivi, i ficus selvaggi sui tetti e le lampadine rotte o i camper abbandonati nel parco reale.
Inviatiamo Calderoli a Caserta
Perciò, non vinciamo di nuovo il premio stupidario: ragioniamo se è possibile guadagnarci da questa innovazione. Altrimenti, chiediamo che rimanga un monumento simbolico.
Perciò, ora, invitiamo Calderoli a Caserta e facciamoci spiegare per bene che vuol fare.
