CASERTA – E’ stupido spendere soldi – e tanti – per un festival di spettacolo quando il borgo di Casertavecchia cade a pezzi?
La lettera inviata da alcuni prestigiosi intellettuali casertani non lo dice apertamente, perché il loro tentativo – giustamente – è salvare capra e cavoli, come ha spiegato al nostro direttore il professor Aldo Altieri, fondatore del cineclub Vittoria e ancor vivace animatore del dibattito cittadino.
Ma la lettera fa capire in tutta evidenza lo stato comatoso in cui versa il borgo. Situazione che si trascina da anni e che nessuna amministrazione comunale ha saputo affrontare. Forse anche perchè lo stato dell’arte al borgo – soprattutto dei ristoratori – è ormai pessimo e irrecuperabile, se non con un grosso sforzo di volontà da parte loro.
E pure la domanda – nata in forma di titolo sulla lettera degli intellettuali – e ora divenuta una riflessione, merita un approfondimento.
Speriamo che a qualche cosa possa servire l’incontro promosso da Altieri e De Nitto per i primi di settembre, mercoledì 2!
Domandiamoci concretamente però se è ancora giusto spendere centinaia di migliaia di euro per il festival ideato da Michele De Simone e dall’avvocato Monti quasi quaranta anni fa. Allora aveva un senso, ma adesso?
A mio parere, ma io non sono casertano, la spesa è ormai inutile. Il festival non aggiunge nulla al flusso turistico casertano; non ha alcun pregio artistico e non supera i confini del Garigliano. Anzi in questi anni è passo dopo passo decaduto!
Altra storia sarebbe se ci fosse qualcheduno dei grandi personaggi del mondo dello spettacolo casertano, senior o junior: non mancano sicuramente. E non tocca a me fare i nomi.
Anche perché la nostra riflessione estemporanea, nata dalla lettera di Altieri e De Nitto (Di Donato si è perso per strada), non è contro l’uno o l’altro direttore artistico, anzi apprezziamo e sosteniamo i loro sforzi, ma per far crescere Caserta.
E mi sa però che Caserta non crescerà se si continua in un modello in cui si promuovono solo i propri amici o conoscenti o le esperienze del territorio o giovani indifferentemente, soltanto perché sono giovani.
Dovrebbe imparare Caserta a promuovere il merito, almeno nella cultura.
E per far questo dovrebbe far piazza pulita dell’attuale Settembre al Borgo e del futuro prossimo, e pure dell’ultima Leuciana.
Alla città serve non l’effimero – quello si deve fare certamente, in maniera consona – ma un vero o veri festival di teatro, cultura, arte.
E ora attendiamo commenti.
