Caserta, i lidi di Castelvolturno minacciano sciopero fiscale per il mare sporco

NAPOLI – Assobalneari minaccia lo sciopero fiscale degli oltre 250 titolari di stabilimenti nella zona compresa tra Pozzuoli e Castelvolturno, se la Regione Campania non avanzerà richiesta di stato di crisi per l’area consentendo per il 2009 uno sgravio totale dei tributi e delle
tasse alle aziende colpite e la sospensione per loro dell’applicazione degli studi di settore.

L’annuncio viene fatto dai presidenti nazionale Renato Papagni e regionale Antonio Cecoro. Gli imprenditori balneari aderenti al sistema Federturismo di Confindustria che hanno le proprie attività sul litorale domitio e flegreo rilevano per la stagione 2009 un
calo di presente che arriva all’80% con punte del 100% determinato dalla psicosi scatenatasi dopo la protesta dei dipendenti del depuratore di Cuma del 15 e 16 giugno scorso, attuata con lo sversamento di liquami del depuratore sul tratto di litorale prospiciente l’impianto.

Una “calamita’ umana”, come la definisce Cecoro, che ha finito per mettere in ginocchio le aziende nonostante le informazioni corrette e le smentite di leggende metropolitane fornite dalle istituzioni e dalle Asl competenti.

Delle 650 imprese di settore campane, oltre 250 sono quelle che operano nel territorio ’incriminato’, per un totale di mille addetti, e hanno subito una perdita quantificata da Assobalneari in 75 milioni di euro.

“Già da domani – dice Papagni – invierò a Cecoro una direttiva in base alla quale, se non riterra’ sufficienti gli interventi delle istituzioni, potra’ attuare con i suoi associati lo sciopero
fiscale, in attesa di un incontro a settembre anche a livello governativo”. Assobalneari Campania pensa anche a un’azione penale e di risarcimento danni nei confronti di 106 comuni, tre Province (Napoli, Caserta e Benevento) e della Regione Campania per i 20 anni di “non gestione” dei sei depuratori del territorio (5 per i Regi Lagni, uno a Cuma e uno per Napoli Est, ndr.).

Papagni, poi, ha anche inviato una lettera al premier Silvio Berlusconi per richiamare l’attenzione sulla vicenda che investe 246 chilometri di costa, chiedendogli di
“contemplare interventi normativi e amministrativi in supporto al settore balneare campana, al fine di evitare la chiusura preannunciata di diverse imprese gia’ nei prossimi giorni” e suggerendo di formalizzare per il 2009 lo sgravio totale per queste aziende del canone demaniale marittimo, del canone forestale, di Ici, Tarsu o Tia, del canone di affissione e di ogni altro onere inerente la pubblica amministrazione.