Caserta, Saviano: L’Italia difenda Don Diana. Lo scrittore critico sulle insinuazioni di Pecorella

CASERTA – Non si è fatta attendere la risposta di Roberto Saviano alle insinuaizoni verso la mmeoria di Don peppino Diana, il sacerdote barbaramente ucciso il girono dle suo onomastico nella sua Chiesa.

Lo scrittore ha detto che: “Sarebbe bello se il Paese difendesse la memoria di don Diana, senza divisioni”.

Un intervento deciso, senza peli sulla lingua quello di Saviano che entra così a piedi uniti nella polemica divampata dopo che Gaetano Pecorella, presidente della commissione Ecomafie (ed ex legale, 12 anni fa, di Nunzio De Falco, condannato in Appello come mandante dell’omicidio del sacerdote), aveva messo in dubbio che il prete ucciso dalla camorra fosse un “martire”.

“Prima – aveva detto il deputato Pdl – va chiarito il movente del suo delitto”. Per chi ne ah apprezzato il cammino di fede, per chi ne ha conosicuto al bontà, il coraggio, la truce morte,le infamanti accuse, è stato troppo ed ecco elvarsi una alazata di scudi in difesa della sua memoria.

“Don Dina – ha proseguito Saviano – è stato ucciso per il suo impegno contro i clan. Ribadirlo significa ribadire che l’Italia è sulle figure come quella di Don Peppe che fonda la fiducia nella possibilità di cambiamento e nel sogno di giustizia. Sarebbe bello che da destra a sinistra tutti si sentissero orgogliosi di essere italiani perché lo era don Peppe. Il suo ricordo e difesa prescindono dalle divisioni politiche. Sarebbe bello se scout, associazioni, e tutti i presenti durante la sua vita ricordassero quanto ha fatto. E cancellassero per sempre ogni ombra che da anni la camorra staglia sulla sua memoria”.

Pecorella si difende dicendo di essere “caduto in un tranello studiato a tavolino”.
Non è una giustificazione plausibile per Sonia Alfano, Idv e presidente dell’Associazione vittime di mafia. “Quelle di Pecorella – dice – sono dichiarazioni disgustose con lo scopo d’infangare la memoria del pastore che osò sfidare la camorra a viso aperto”.

Per il capogruppo pd all’Antimafia, Laura Garavini, “diffondere insinuazioni è una sporca strategia che conosciamo troppo bene da parte di certi personaggi. Se tutti fossero come don Diana, l’Italia sarebbe un altro Paese”.

Raffaele Cantone, ex pm della Dda di Napoli (fece condannare De Falco per aver ordinato l’omicidio del killer del fratello), apprezza “la generosità con la quale Saviano difende la memoria di don Diana, martire per aver dato una svolta alla chiesa campana nella lotta alla camorra”.

Punta a placare gli animi, infine, il Procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, per il quale la polemica Saviano-Pecorella su don Diana “è una tempesta in un bicchiere d’acqua”.