Caserta, ambulanze 118 aggredite ad Aversa. Sanitari accusano i telefoni

AVERSA (Caserta) – Molto spesso capita che gli operatori del servizio sanitario del 118 di Aversa, si porta sul posto in cui è stato segnalato una emergenza sanitaria, e gli operatori vengono aggrediti, dai parenti o da chi sta loro vicini.

Il motivo è sempre lo stesso: infatti il prefisso telefonico del distretto di Aversa, essendo lo 081 di Napoli, le telefonate al 118, telefonata gratuita e registrata, viene smistata prima alla centrale Operativa dell’ospedale Cardarelli di Napoli che non spiega all’utente che sarà trasferito a quello di Caserta ma allerta la Centrale operativa.

La Centrale di Caserta smista la telefonata al servizio ambulanza di Aversa o comunque la zona più vicina all’intervento. Ebbene, tutto il passaggio porta via del tempo prezioso che per l’utente può divenire interminabile quando si presenta una grave urgenza.

Allora, quando gli operatori arrivano sul posto, spesso di trovano davanti persone arrabbiate che pretendono di discutere del ritardo invece che lasciar fare ai sanitari il loro lavoro in modo veloce. “Questo è accaduto infatti qualche giorno fa, quando proprio ad Aversa, una famiglia ha aggredito noi operatori “ spiega il dottor Liccardo “che, allertando il 118, si sono trovati proprio ad affrontare questo tipo di difficoltà”.

Purtroppo non è facile far capire all’utente che i responsabili del ritardo non sono gli operatori delle unità territoriale, ma bensì, a come è predisposta la linea telefonica. Il dottor Liccardi è uno dei primi medici che hanno collaborato alla nascita della prima ambulanza ad Aversa ed in tutto il territorio casertano, “ancor prima” chiarisce orgoglioso ”di quella di Bologna e ci teniamo, nonostante interminabili polemiche, a dare un servizio sempre più all’avanguardia all’utente per il quale il servizio ambulanze è nato”.