Sisma in Abruzzo, saliti a 179 i morti: anche 2 studentesse di Benevento. Giuliani: Avevo previsto

L’AQUILA (Abruzzo) – Centosettantanove morti e millecinquecento feriti, sono questi gli ultimi terribili dati che provengono dall’Abruzzo, dove la notte scorsa un terribile terremoto di magnitudo 6,7, ha provocato un disastro senza precedenti. Da tutta Italia, dalla Toscana, dalla Campania e da altri paesi italiani, sono accorsi volontari e vigili del Fuoco, uomini della protezione civile.

Sono circa 5000 i volontari che, duemila i vigili del fuoco, da circa due giorni, stanno scavando per trovare vittime sotto le macerie. Erano le 3.32 circa di ieri notte quando la terra ha incominciato a tremare, le case cadevano rase a suolo come fatte di burro. La gente colta nel sonno non ha avuto il tempo di scappare. Coloro che sono riusciti, si sono trovati in strada, senza casa e senza nulla. Un evento sismico di una forza tale, che ha distrutto interi edifici, che ha raso al suolo intere città come l‘Aquila, Onna, dove una sola abitazione è rimasta ancora in piedi, oramai è una città fantasma. L’ospedale civile de l’Aquila è stato dichiarato inagibile, è una nuova costruzione di solo 15 anni.

Mentre i volontari lavorano per scavare e cercare vittime vivi o morti, sono state allestite tende per ospitare gli sfollati e sopperire inizialmente all’emergenza cittadina. Mentre i volontari lavoravano, anche con il disagio della notte, illuminate da piccole torce, la terra ha ancora tremato. Altre scosse sismiche hanno colpito la regione, una è stata fortissima, di magnitudo 4,8. Altri edifici crollati, altre vittime. Disperazione e pianto per la perdita dei familiari, queste sono le immagini emanate dalle televisioni di tutto il mondo. Sotto le macerie sono stati trovati i corpi di due giovani della provincia di Benevento che si trovavano nell’abruzzese per ragioni di studio.

Donne uomini bambini e anziani sfollati, senza tetto. L’orrore negli occhi della gente semplice rimasti senza casa, che hanno perso i loro averi, nei casi peggiori, i parenti. Anche un vigile del fuoco ha perso la vita nel dare il proprio contributo: l’uomo era stato tra i primi uomini mandati sul posto ma è stato colpito da infarto ed è morto. Il terremoto ha distrutto famiglie intere, piazze edifici, case, scuole, non ha risparmiato il patrimonio artistico della città.

Impossibile da dimenticare. L’aiuto è concreto, vero, uomini e donne, scavano sotto le macerie, con gli abitanti del posto piangono quando si trovano i morti e ridono quando si trovano e si riescono a mettere in salvo le persone. Caparbiamente, i volontari sono riusciti nel pomeriggio di ieri, a tirare una giovane donna che era totalmente sepolta dalle macerie. La 21enne gridava ai suoi soccorritori, di non perdere tempo con lei ma di continuare a scavare perché per lei era la fine: era sepolta, non sarebbe uscita viva. Invece gli uomini ce l’hanno fatta a portarla via da morte certa e la ragazza alla visita media, riscontrava solo una lussazione della spalla. Ora si cerca ospitalità per i numerosi sfollati che sono rimasti senza casa e la risposta positiva è arrivata da tutto il continente.

Intanto nel pomeriggio, sono partiti in direzione Abruzzo, anche i militari italiani, della folgore di Pisa, ma anche parte dei volontari dell’esercito. Lo Stato risponde bene alla tragedia, lo fa con tutti i mezzi e tempestivamente. Ma quando, a chi chiede se la tragedia poteva essere controllata o prevista risponde: “l’evento sismico non era prevedibile”. Eppure c’è stato qualcuno, un tecnico ricercatore, piccolo piccolo che lo aveva già previsto, dal suo laboratorio di ricerca, aveva previsto che, di lì a poco, si sarebbe verificato un evento sismico disastroso.

Lo ha ribadito in una intervista il 23 marzo scorso, ma il poveretto è stato perfino querelato, accusato di fare un allarmismo inutile, di creare il panico tra i cittadini. Il bravissimo ricercatore si chiama Gianpaolo Giuliani, offeso, a lui avevano dato dell’imbecile. E’ stato il primo a lanciare l’allarme, ma come accade in alcuni film americani, l’avviso è stato non solo ignorato ma perfino deriso dai grandi delle previsioni. Forse non è vero che non si poteva prevedere, forse lo Stato dovrebbe prendersi le proprie responsabilità ed ammettere che non è infallibile e che un ricercatore piccolo può fare molto di più di tanti ricercatori “grandi”.

Ma questa non è una sfida tra piccoli e grandi, sarebbe un prezzo troppo grande, la morte di oltre 100 persone. Il 23 marzo Giuliani in una intervista ad una emittente nazionale disse: “Sono 10 anni che noi siamo in grado di prevedere eventi sismici da 120 a 150 chilometri di distanza“. Poi, in una successiva intervista, dichiarò che, vero che si era intravisto un pericolo di sisma ma che il pericolo sarebbe passato entro la fine del mese.

Ieri in una intervista gli è stato chiesto, pensando a come mai non è stato valutato il problema: “c’è un motivo per tutto questo?”. C’era un motivo per sottovalutare il problema, per non salvare gli esseri umani, per non evacuare le zone a rischio, a costo dì allarmare la popolazione, ma con la speranza che ci sarebbero state molto meno vittime? “Ma si rende conto che io sono un modesto ricercatore di fronte a dei colossi, che dicono che gli eventi sismici non si possono prevedere?” In queste parole si nasconde tutta l‘amarezza e le frustrazioni di chi ha chiesto aiuto per la gente. A Guido Bertolaso, il capo della protezione civile, è stato chiesto di prendersi le sue responsabilità e dare le dimissioni, in fondo le previsioni del povero Giuliani, se considerate, avrebbero potuto evitare le 179 morti, ma a difenderlo è la classe politica.

Il professor Pier Francesco Biagi, professore di fisica all’Università degli Studi di Bari ha affermato in merito al terremoto che ha sconvolto l‘Abruzzo e l‘Italia intera: “I risultati ottenuti negli ultimi 20 anni hanno rivelato che la previsione di un terremoto non e’ impossibile in assoluto”. In campo a dare conforto alle vittime, è sceso anche don Giuseppe Molinari, arcivescovo de l’Aquila e la Presidente della provincia l’Aquila, che, con grande forza, nonostante avesse lei stessa perso dei familiari e degli amici, nel sisma che ha colpito la città di Onna, ha chiesto allo Stato aiuto, vero, concreto e veloce. Ma la donna ha anche ricordato che, alcuni giorni fa, nel mese scorso, il paese era stato invaso da piccole scosse per le quali, preoccupati, sono state chiuse le scuole. Ma davvero il terremoto così disastroso, non era prevedibile? Possibile che i ricercatori, pagati per fare questo lavoro, non sono stati capaci di prevederlo?