Caserta, messa delle Palme e mostra in cattedrale con il vescovo o all oasi di San Silvestro del Wwf

CASERTA – Domenica 5 aprile messa della domenica delle Palme in cattedrale alle 11.30 con il vescovo Raffaele Nogaro e tradizionale benedizione delle palme. Chi vuole la messa all’aperto invece può andare all’Oasi di San Silvestro curata dal Wwf di Caserta e dalla cooperativa La Ghiandaia.

Come ogni anno, la cerimonia religiosa con la benedizione delle Palme si terrà all’aperto. Le guide dell’ Oasi prepareranno i ramoscelli di ulivo che verranno benedetti e donati ai visitatori. In caso di pioggia, la funzione si svolgerà nella sala proiezioni del Centro Visite nel Casino borbonico. Celebrerà don Elio Catarcio, assistente scout, che dalle 11 sarà presso l’area del “Grande Ulivo” per quanti vorranno confessarsi.

La funzione religiosa sarà animata dal Gruppo Scout – Caserta I – . La visita guidata è fissata per le 10.30 e la funzione religiosa inizierà alle 12. Chi vorrà partecipare dovrà trovarsi alle 10.30 all’ingresso, che verrà chiuso dopo la partenza del gruppo. Le autovetture, come in tutte le visite diurne, potranno essere parcheggiate fuori dell’Oasi sul lato destro, lungo la stradina di accesso, lasciando libero il passaggio. Sarà possibile anche consumare il proprio pranzo a sacco nell’area pic-nic.

Mostra in cattedrale per la Pasqua di don Battista Marello: Lignum Crucis

Per la Pasqua, l’ufficio Beni Culturali della Diocesi di Caserta mette in mostra nella Cripta della Cattedrale il Segno della Croce inciso nell’argilla da Giovanni Paolo II nel corso della sua visita alla città.

La terracotta dal singolare valore storico viene esposta insieme con il ciclo di foto “Il segno della Croce” di Bruno Cristillo e il “Lignum Crucis” in bronzo di Battista Marello.

L’inaugurazione è fissata per domani 5 aprile, domenica delle Palme, alle ore 11. Per l’occasione è stato pubblicato un catalogo con la riproduzione delle opere e i testi critici di Enzo Battarra, Luciano Caprile e Gennaro Matino.

“Il Signum Crucis – scrive Battarra – è l’opera che riproduce il segno della Croce tracciato dal Pontefice Giovanni Paolo II sulla tavoletta di creta e contrassegnato di suo pugno con il sigillo papale. È la memoria di un gesto austero e solenne, è un testamento semantico.

Era il 1992, nei giorni del 23 e del 24 maggio il Papa fu in visita a Caserta. Battista Marello ebbe l’intuito di chiedere al Pontefice di lasciare un segno a perenne memoria dell’incontro casertano. Giovanni Paolo II, per nulla intimorito da quella richiesta, tracciò il simbolo più caro alla comunità cristiana. Nacque così il Signum Crucis.

Ora in esposizione ci sono anche le due immagini fotografiche del Pontefice che segna la creta. Si rafforza così il ricordo di un Papa artefice, capace di imprimere per sempre la memoria del suo passaggio, il flashback di una visita che ha inciso nelle coscienze come nella materia d’arte”.

E sul “Lignum Crucis” in bronzo di Marello così si esprime Caprile: “Il Cristo sofferente può ritrovarsi nel ritaglio metallico ovvero nel Lignum Crucis di una stele idealmente conficcata nella terra e nella sensibilità della gente a cui porta frutti di riflessione e di redenzione. Lo stesso Cristo crocifisso emerge nella sua essenzialità descrittiva dal ripetuto graffio della puntasecca: il sangue che zampilla dal costato si diffonde come rivelazione, come riscatto, come linfa vitale. Il Lignum Crucis ritorna perennemente come memento e come approccio creativo nel senso che tutto ciò che l’autore esprime proviene da quella scarnificazione interiore capace di estrarre e di manifestare il seme, talora aspro, della verità”.

L’evento espositivo si completa con il ciclo fotografico in bianco e nero di Bruno Cristillo sempre sul tema della Croce. “In queste fotografie – sottolinea Battarra – il simbolo della cristianità viene ripreso nelle sue accezioni più dirompenti di martirio così come nella sua essenzialità grafica. Il segno della Croce si rinnova sugli altari come nelle sacrestie, per le strade e sui muri, a volte si moltiplica all’interno della stessa immagine, tra ombre e materia. Sono foto scattate per la maggior parte nel nostro territorio. Alcune sono crocifissioni di alto pregio artistico, altre sono elaborazioni poco più che artigianali, altre volte il simbolo è riportato nella sua drammatica essenzialità. Immagini sono rapite da chiese storiche, altri scatti sono strappati alla quotidianità domestica o urbana”.

La mostra resterà aperta fino al 19 aprile