Caserta, un incontro di riflessione teologica per il rispetto dei popoli all Issr

CASERTA – “Siamo fratelli, ma non abbiamo tutti lo stesso padre”. Esordisce così Fabrizio Gallicchi, membro della comunità ebraica di Napoli, presente al dibattito sulle religioni, avuto luogo lo scorso 12 marzo presso la sede del seminario vescovile. Parole sentite quelle di Gallicchi, consapevole delle infinite differenze religiose e culturali che dividono gli uomini.

“Le religioni: bastano solo a dividere?”, questo il titolo dell’incontro al quale il rappresentante della comunità ebraica napoletana ha fatto riferimento nel suo intervento, sottolineando l’inusualità di tale quesito, riflettere su cio’ che divide e non su quello che unisce. Continua poi Gallicchi sostenendo che: “Tolleranza è un termine abusato, molto spesso mal interpretato. Tolleranza non è sinonimo di sopportazione, ma di responsabilità e rispetto soprattutto nei confronti degli altri”. Ammirevole il modello di connubio esemplare proposto da Gallicchi, un esempio di unione perfetta tra elementi diversi, l’arcobaleno, dove acqua e fuoco convivono senza difficoltà. Considerazioni forti anche quelle di Nasser Hidouri, Imam di San Marcellino, ospite dell’incontro.

“Non sono le religioni, ma i religiosi e i credenti a dividere gli uomini”. “Tutti amano Dio, ma ognuno lo fa in maniera diversa”. Particolarmente dura poi la sua critica verso i ricchi e i politici, per lui i veri artefici di una religione manipolata che rende impossibile il dialogo tra i popoli. Ultime, ma non meno importanti le considerazioni del rappresentante cattolico Francesco Galeone, sacerdote salesiano ed ebraista entusiasta del dibattito organizzato per diffondere parole di rispetto per qualsiasi tipo di credo. “Il dialogo interreligioso non è possibile”, questa la sua principale osservazione, fedele sostenitore di un dialogo di culture, ma non di religioni, poiché ci sono dei limiti insuperabili in ogni fede ai quali non è possibile controbattere.

Le presenze del direttore dell’ISSR San Pietro, don Nicola Lombardi e di monsignor Vescovo Raffaele Nogaro hanno poi incorniciato l’intero evento, finalizzato ad una semplice e chiara diffusione di un messaggio di pace e rispetto verso le culture diverse.