CASERTA – Eluana Englaro è morta. E’ andata via alle 20.15. Il Governo non ha fatto in tempo ad approvare la legge per salvarle la vita dall’omicidio che è stato commesso in nome di una burocrazia senza nome.
E’ morta per fame e per sete, il più brutto dei destini, a cui è stata condannata dall’egoismo di chi gli stava intorno.
Fuori dalla casa di riposo per anziani friulana che si è accollata la sua morte le centinaia di persone presenti che pregavano per lei – e che hanno gridato anche assassini – hanno chiesto che venisse controllato il livello delle tossine tossiche nel sangue. Forse temono qualche altro ultimo intrigo.
Il rimpianto è per il decreto legge che il presidente della repubblica ha bocciato. Se fosse stato approvato Eluana non sarebbe stata uccisa.
Ora speriamo che il Parlamento si liberi dai lacci e lacciuoli dei radicali e delle sinistre e possa approvare una legge che impedisca una volta e per tutte definitivamente a un terzo di poter condannare a morte un’altra persona.
L’unica cosa che resta da fare è una preghiera per Lei e perdonare – per chi vuole – chi l’ha fatta morire.
