CASERTA – Sarà il vescovo di Caserta Raffaele Nogaro, insieme con il cardinale Tarcisio Bertone, salesiano, Segretario di Stato della Santa Sede, a celebrare oggi, alle 10, la santa messa a Caserta, all’Opera salesiana cittadina, per il centenario del miracolo della moltiplicazione delle ostie consacrate del Beato Michele Rua, primo successore di don Bosco.
Il miracolo
Il miracolo avvenne l’11 dicembre 1908: don Rua doveva dir messa nella cappella interna dei salesiani di Caserta e la chiesa era affollata da oltre 200 persone. Le ostie erano però non più di una dozzina. Il beato non si scompose e continuò a comunicare tutti senza spezzare le particole: e arrivò tranquillamente alla fine.
La lapide
La visita del cardinal Bertone sarà breve ma assai intensa. Al culmine ci sarà , oltre la santa messa per il centenario del miracolo di don Rua, l’inaugurazione di una lapide con la quale i Salesiani intendono ricordare Maria Immacolata di Borbone, figlia di Ferdinando II, re delle Due Sicilie, e la sua dama di compagnia Marie Lasserre, che con la loro generosità consentirono nel 1896 la nascita dell’Istituto.
Padre Fizzotti
“Il cardinal Bertone viene a Caserta – spiega padre Eugenio Fizzotti, direttore dell’Opera salesiana di Caserta, già decano della Facoltà di Scienze dell’Educazione al Pontificio ateneo salesiano a Roma – a celebrare il centesimo anniversario del miracolo del beato Michele Rua, primo successore di San Giovanni Bosco, e nel contempo da Caserta idealmente prendono il via i festeggiamenti per il 150esimo anniversario della fondazione dei salesiani stessi. La ricorrenza cadrà infatti il prossimo anno. Il cardinal Bertone, che è salesiano, viene soprattutto a trascorrere un momento di gioia con la comunità salesiana e tutto il popolo di Dio di Caserta. E poi così intendiamo ringraziare chi ha aiutato quest’Opera a nascere: Maria Immacolata di Borbone e Marie Lasserreâ€.
La storia
La presenza dei salesiani a Caserta è strettamente legata infatti alle due donne. Lo chiarisce in una sua lettera di fine Ottocento al beato Michele Rua, la benefattrice dell’opera casertana, Marie Lasserre. «La località in cui vorrei stabilire l’opera – spiega nell’epistola la gentildonna francese – è Caserta, nei pressi di Napoli: essa ha le mie preferenze per il mio affettuoso riguardo per la principessa Maria Immacolata di Borbone, figlia di Ferdinando II, re delle due Sicilie, presso la quale sono vissuta per lunghi anni». La principessa, di cui la Lasserre era l’istitutrice, era nata e cresciuta a Caserta. Era questo il motivo per cui la gentildonna francese conosceva ed era affezionata alla città campana. Il nome stesso della principessa suggerì di intitolare l’opera al Cuore Immacolato di Maria.
Marie Lasserre
Il rapporto epistolare con don Rua era iniziato nel 1895, quando mademoiselle Lasserre, venuta a conoscenza dell’opera dei salesiani, volle la loro presenza a Caserta. «Si tratterebbe di una fondazione di carità per fanciulli, orfani o semplici giovinetti – scriveva – Per il momento metto a disposizione la somma di 200mila franchi». La donna disponeva di tutto questo denaro grazie alla sua vicinanza alla principessa, di cui era stata oltre che istitutrice e precettrice, una seconda madre. Alla sua prematura scomparsa, all’età di 19 anni, perciò, le era rimasto un legato da parte del re in segno di riconoscenza e gratitudine, che la Lasserre utilizzò soprattutto per far nascere i Salesiani a Caserta.
