Caserta, strage di Castelvolturno: i parà in azione dal Litorale ad Aversa

CASERTA – Da oggi 500 parà della Folgore sono “a disposizione” del prefetto di Caserta per posti di blocco e pattuglie anti-camorra. “Può chiamarci quando vuole, noi siamo pronti”, dice il tenente colonnello Aldo Zizzo, comandante del 186/o reggimento, un soldato che – dalla Somalia all’Iraq – non si è fatto mancare niente. Ma il prefetto non chiama, né potrebbe essere diversamente: il decreto che autorizza l’impiego dei militari, infatti, non è stato ancora firmato dal presidente Napolitano. In attesa che venga pubblicato in Gazzetta ufficiale, tuttavia, il ministro della Difesa La Russa a Caserta c’é andato lo stesso.

“Non è una corsa a chi arriva primo con il ministro Maroni”, assicura, visto che il responsabile del Viminale ieri aveva dimostrato di non gradire. Ma i pubblici ringraziamenti a Maroni, che La Russa ha rinnovato a Caserta più volte, non sono bastati: sui militari impiegati in Campania decide il Viminale, ha tuonato oggi il ministro dell’Interno. Una reazione che, in serata, ha fatto abbandonare a La Russa i toni soft: “E’ la legge che impone al ministro della Difesa di concertare con quello dell’Interno i modi di impiego dei militari in ausilio alle forze dell’ordine”.

La polemica Maroni-La Russa è tuttavia rimasta ai margini della cerimonia di Caserta, che nell’ufficioso programma iniziale prevedeva perfino una visita ai due primi check point dei parà nella zona di Castel Volturno: posti di blocco, ovviamente, che non sono mai stati allestiti. La Russa – arrivato in elicottero alla Reggia di Caserta, dove si trova la sede dell’Aeronautica che ospiterà gli uomini della Folgore – oggi l’ha ripetuto fino alla noia: “i militari saranno operativi solo dopo la firma del decreto da parte del presidente della Repubblica”. Perché allora ha voluto incontrarli oggi? “Perché da domani sono a Milano per la festa del Pdl e non volevo rinunciare a salutare e a ringraziare i nostri ragazzi”, ha risposto.

Ma che cosa faranno, concretamente, i parà della Folgore? Lo ha spiegato il tenente colonnello Izzo: “nostro compito è quello di garantire un costante e capillare controllo del territorio attraverso attività operative diversificate, in autonomia o insieme alle forze di polizia”. E dunque, “pattugliamenti a piedi e motorizzati” (i parà possono contare su 118 vicoli VM, 5 defender, 7 camion e un’ambulanza), “posti di controllo, vigilanza fissa ad obiettivi sensibili”. L’obiettivo finale è quello di “contrastare la criminalità e liberare da questi servizi di controllo diverse centinaia di unità delle forze dell’ordine”, che potranno così dedicarsi esclusivamente alle indagini.

L’area di intervento è stata circoscritta all’ “agro aversano-domizio”, da Castel Volturno fino quasi ad Aversa. La missione durerà tre mesi, fino al 31 dicembre. “Costo zero”, ha precisato La Russa, perché si è risparmiato sull’operazione “Strade sicure”. Ma c’era proprio bisogno di questi soldati?, chiede un giornalista della Cnn arrivato fino a Caserta. La Russa risponde di sì: “c’era bisogno, perché questa è un’emergenza e, per fronteggiarla, l’organico attuale delle forze di polizia è inadeguato”. “Si tratta solo di una questione di numeri”, spiega il ministro, secondo cui il soldato è in grado di assolvere questi compiti come “il migliore dei poliziotti”.

“E non parlatemi di militarizzazione del territorio”, aggiunge: “la gente per bene, gli italiani onesti, non la pensano così. Tutti loro sono grati ai nostri soldati”. La visita del ministro della Difesa si conclude al comando provinciale dei carabinieri di Caserta: qui La Russa ha voluto “ringraziare di persona a nome di tutti i cittadini italiani” gli uomini che hanno inferto l’altra notte “un colpo durissimo alla camorra”. E, visto che c’era, ha posto l’accento sulla importanza della militarità dell’Arma, una forza di polizia che é anche forza armata, “ed è giusto che la sua natura non venga modificata”.