CASERTA – Ecco il comunicato della sovrintedennza di Caserta sul Macrico che ha fatto arrabbiare il sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti. “I numerosi articoli di stampa che hanno dato notizia dell’esito della Conferenza dei Servizi del 25 agosto scorso, riportano commenti e considerazioni sull’operato della Soprintendenza che appaiono in gran parte infondati e strumentali.
Questa Soprintendenza è generalmente restia ad intervenire in polemiche, considerato il suo ruolo eminentemente tecnico e rispettoso delle prerogative degli organi superiori che sono la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania ed il Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Tuttavia, l’importanza dell’iniziativa finalizzata allo sviluppo economico e culturale del territorio e le molteplici aspettative suscitate, obbligano a fornire alcuni chiarimenti affinché l’opinione pubblica sia correttamente informata.
Premesso che l’area ex Macrico è di notevole interesse storico-culturale, costituendo l’antico giardino del Vescovo risalente al XVII secolo e che da molti anni il riuso di questa area, liberata da vincoli militari, è oggetto di pubblici dibattiti e di informazione a mezzo stampa, è davvero singolare che, nonostante le reiterate richieste della Soprintendenza di ricevere copia del progetto preliminare, per poter espletare i propri doveri istituzionali nel rispetto dell’art. 9 della Costituzione e delle leggi nazionali in materia di tutela (Decreto Leg.vo n° 42 del 22.1.2004 – Codice dei Beni Culturali), tale progetto venga consegnato il venerdi 22 agosto in vista di una Conferenza dei Servizi da tenersi lunedì 25 agosto a Roma, quindi soltanto al giorno lavorativo precedente.
È altresì singolare che, nonostante i rapporti ampiamente e reciprocamente collaborativi, solitamente intercorsi tra pubbliche amministrazioni e che lo stesso Decreto Leg.vo n° 42, sopra richiamato, preveda una prassi di cooperazione tra gli Enti locali ed il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Soprintendenza non sia mai stata chiamata a discutere e fornire suggerimenti e proposte durante le fasi di elaborazione del progetto preliminare dell’area.
È pur vero che, come riportato negli articoli di stampa, vi è stato nell’aprile scorso un sopralluogo congiunto nell’area, ma si è trattato semplicemente di prendere visione dei luoghi, senza esaminare alcuna proposta progettuale.
Quindi tacciare la Soprintendenza di eccesso di “burocratismo” appare quanto mai pretestuoso ed ingeneroso, considerato il suo impegno costante per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale casertano.
Per quanto riguarda il rispetto delle procedure, relative all’esame ed approvazione del progetto preliminare, a parte il mancato inoltro nei termini di legge, si osserva che esso non è stato inviato alla Soprintendenza Archeologica competente ( che non è quella di Napoli, ma quella di Caserta) e che è stato dato in visione per la prima volta alla Direzione Regionale nel corso della Conferenza.
Nel merito della valutazione tecnica si osserva che il progetto preliminare non è esteso all’intera area, bensì ad una sola parte, prefigurando così una logica di lottizzazione e frazionamento e non tiene nella dovuta considerazione la tutela e valorizzazione del verde esistente.
Per quanto riguarda il calcolo delle volumetrie esistenti, che attualmente è in corso di verifica, è alquanto dubbio che possano legittimamente essere considerati volumi edificabili tettoie e capannoni, che costituiscono apprestamenti militari per il ricovero e manutenzione degli automezzi militari e non sembrano avere caratteri edilizi che possano giustificare interventi di recupero suscettibili di demolizione e ricostruzione sulla base della normativa urbanistica vigente.
Si ricorda, ancora, che nelle intese intercorse circa l’intervento da finanziarsi con i fondi delle Celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità Nazionale era previsto il restauro dello storico Bosco di San Silvestro e la riqualificazione del percorso di collegamento tra la Reggia ed il Complesso Monumentale di San Leucio: allo stato attuale nel preliminare non ve n’è più traccia.
A conclusione di quanto comunicato, e mentre è in corso l’esame del progetto preliminare nel rispetto delle norme di legge (e non secondo prassi burocratiche!), la Soprintendenza conferma la massima collaborazione con tutte le Istituzioni interessate per il conseguimento delle finalità del pubblico interesse che certamente non prescinde dalla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale.”
