Caserta, lavora alla Reggia, all aeronautica, il padre del militare ferito in Afghanistan

CASERTA – Si è sfiorata la strage, ieri, in Afghanistan. Il Lince sui cui viaggiavano i due militari italiani rimasti feriti – uno dei quali torna a casa stanotte – è stato centrato da un solo razzo, che non è esploso del tutto e ha impattato sullo spigolo superiore del mezzo. Solo pochi centimetri più in là, e le conseguenze sarebbero state molto, molto più gravi.

RICOGNIZIONE DI ROUTINE

La pattuglia di Fucilieri dell’aria, composta da due squadre di 5 uomini, su due Vtlm Lince, era impegnata in una perlustrazione anti-rocket intorno all’aeroporto di Herat, dove in passato sono state trovate postazioni di mortaio e di lanciarazzi di fabbricazione cinese. È un’attività, spiegano da Herat, che viene svolta ogni giorno e che è affidata a questo nuovo reparto dell’Aeronautica, specializzato proprio nella vigilanza delle basi.

UN SOLO RPG

All’improvviso, il primo dei due Lince viene colpito da un Rpg, che però finisce contro lo spigolo superiore del mezzo e non esplode completamente: il veicolo sobbalza, vetri e schegge feriscono i due fucilieri, ma sarebbe andata molto peggio, viene sottolineato, se il razzo avesse centrato il parabrezza, che non avrebbe retto. L’energia cinetica dell’Rpg si è invece scaricata tutta sul mezzo, fabbricato per resistere alle mine, ma che ha dimostrato di sopportare anche questo tipo di impatto. Al razzo hanno fatto seguito raffiche di kalashnikov, che però non hanno centrato l’obiettivo.

INDAGINI

Chi indaga sull’attentato ha già compiuto più sopralluoghi sul posto, anche con l’ausilio di artificieri, per poter raccogliere elementi utili ad individuare i responsabili. Allo stato, viene sottolineato, non ci sono ancora certezze, neppure sul numero: potrebbero essere state due sole persone, o magari un gruppo. Nessuna ipotesi viene accreditata neppure sulla matrice. Non risulta ancora ci siano state rivendicazioni attendibili da parte dei taleban.

FERITO IN ITALIA

Intanto stanotte torna in Italia, con un Falcon 900 dell’Aeronautica, il tenente Gabriele Rame, 29 anni, di Monte Sarchio (Benevento), il fuciliere ferito meno gravemente. Resta invece ricoverato ad Herat, in attesa di una maggiore stabilizzazione delle sue condizioni di salute, il primo aviere Francesco Manco, 27, di Zollino (Lecce), che dei due è quello che ha riportato lesioni più serie.

CONDIZIONI

I due militari sono stati entrambi operati la scorsa notte nell’ospedale da campo spagnolo di Herat. L’aviere Manco ha fratture esposte al gomito e all’omero destri, con interessamento dei tessuti muscolari e nervosi; ha inoltre ferite lacero-contuse alla gamba destra, che però non risulta fratturata. Il tenente Rame, invece, ha solo ferite ‘lievì al braccio destro e alla caviglia destra. All’aeroporto di Ciampino, ad attenderlo, anche il padre e il fratello. Si tratta di una famiglia di militari dell’Aeronautica: il papà, Giuseppe, è un luogotenente in servizio alla Scuola allievi sottufficiali di Caserta (è rimasto molto scosso alla notizia, ma si è ripreso quando ha avuto la possibilità di parlare con il figlio al telefono per qualche secondo), mentre il fratello, Alessandro, è un maresciallo impiegato a Roma. La madre Antonietta e la figlia Jessica, di 18 anni, vedranno il giovane domani mattina all’ospedale militare del Celio.