CASERTA – Le acque di Marche e Toscana sono le più pulite d’Italia, mentre la maglia nera spetta a quelle della provincia di Caserta.
È quanto è emerso dal rapporto 2008 sulle acque di balneazione presentato oggi dal ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.
Secondo il rapporto, le uniche regioni in cui il 100% dei siti controllati è risultato balneabile sono Marche e Toscana, oltre alla piccola porzione di mare della Basilicata. Pulite al 99% sono invece risultate le spiagge di Emilia Romagna, Sicilia e Sardegna. In fondo alla classifica il Lazio e la Calabria, entrambi con il 93%.
A livello provinciale spicca in negativo il risultato di Caserta, in cui sono risultati inquinati 28,7 chilometri di spiaggia, la più inquinata d’Italia. Dai dati riportati risulta che nella metà delle province controllate il 100% della costa è balneabile e che in 40 province la balneabilità è superiore alla media nazionale. Soltanto in cinque province la media è inferiore al 90%.
E la nostra amministrazione provinciale spende soldi in inziative inutilie di cui nessuno parla, invece di dedicarsi anima e corpo al problema ambientale: dai rifiuti alla pulizia delle coste al funzionamento degli scarichi a mare. Ahinoi.
Magliocca, An: La responsabilità è di de Franciscis
La grave situazione delle coste e del mare casertano fotografata dal Ministero della Salute denota la scarsa capacità delle istituzioni locali ed in particolare dell’amministrazione provinciale di Caserta di trovare delle soluzioni adeguate e definitive al drammatico stato ambientale della nostra terra. Lo ha dichiarato il capogruppo di An alla Provincia di Caserta, avvocato Giorgio Magliocca, dopo la pubblicazione da parte del Ministero della Salute sullo stato di balneazione delle acque italiane nell’anno 2008.
E’ grave – ha aggiunto il rappresentante del partito di Gianfranco Fini – che la nostra Provincia risulti tra le più degradate della penisola.
E’ desolante leggere che solo il 35% delle acque casertano possono essere utilizzate. Non vi potrà mai essere uno sviluppo turistico se le istituzioni competenti non iniziano ad effettuare un serio ed accurato controllo delle strutture idonee a garantire pulizia ed igienicità . Iniziando dalla verifica dello stato di funzionalità dei depuratori comunali fino ad arrivare alla realizzazione di nuovi impianti nei comuni sprovvisti di tale strutture.
