CASERTA – È fissata per venerdì 27 giugno 2008 l’inaugurazione del Museo delle cere per i soli invitati. Il programma prevede alle 17 la celebrazione della santa messa presso la chiesa di sant’Agostino, officiata da Monsignor Pietro Farina, vescovo di Alife e Caiazzo, alle 17.45 invece è atteso il taglio del nastro da parte del sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti.
Il museo, unico nella provincia di Terra di Lavoro, ha sede nell’antico edificio S. Agostino di Caserta in via san Sebastiano. Un luogo antico per curare l’esposizione di pezzi della storia campana. Il museo è suddiviso in tre sezioni, la prima, che è anche quella più ricca, si occupa interamente della dinastia Borbone, con riproduzioni fedeli dei regnanti,da Carlo a Francesco II e di tutte le autorità che hanno avuto rapporti importanti con la famiglia, personaggi come l’architetto Luigi Vanvitelli e il politico Bernardo Tanucci. La seconda sezione si occupa invece dell’origine del territorio campano e infine la terza celebra il mito degli artisti della cultura napoletana, spaziando dalla letteratura al teatro fino ad arrivare alla comicità , personaggi del calibro di Edoardo de Filippo, Toto’, Massimo Troisi, Salvatore di Giacomo e tanti altri .
In occasione della riesumazione della salma di Padre Pio, sarà presente anche una sua riproduzione in cera. Le statue sono state realizzate con cura da artigiani dei più importanti laboratori italiani e poi ultimate da Vittorio Sodano (make-up artist di Apocalypto di Mel Gibson). Tutti i costumi, utilizzati per i personaggi, sono stati riprodotti fedelmente dalla più antica sartoria specializzata in abiti d’epoca (Vincenzo Canzanella di Napoli), alcuni di questi capi sono stati realizzati con le note sete di San Leucio . Il sorprendente progetto di un museo delle cere nasce da un’idea di Salvatore Marino messo in pratica poi dalla società Le Muse di Capodrise. Da sabato 28 giugno il museo è aperto al pubblico dalle 9.30 fino alle 19.30. I biglietti hanno il costo di 7 euro o ridotto di 5 € e sono acquistabili presso il chiostro di Sant’ Agostino o presso la biglietteria della Reggia.
