Caserta, a sant Antonio il parroco fa restaurare il quadro e se ne scopre l alto valore artistico: è un Maldarelli

Lavori sulla tela di Sant'AntonioCASERTA – Ritorna in parrocchia, a Sant’Antonio, a Caserta, la tela raffigurante il suo santo protettore, che quattro mesi prima era stata staccata dalla parete centrale della Chiesa per essere sottoposta a restauro. I lavori sono stati realizzati dalla Sovrintendenza per i Beni Architettonici di Caserta e Benevento, in particolare da Luigi Iodice e Francesco Amoroso affiancati dai loro giovani collaboratori.

 

L’equipe ha pulito la tela con solventi e bisturi meccanico; ha poi completato l’intervento con la tecnica della velinatura eseguita con carta cellulosa e colla di coniglio. Il telaio, fatiscente e tarlato è stato rimosso e sostituito con uno nuovo, estensibile e in legno di abete.

 

Grazie al restauro è stato possibile scoprire la paternità della tela, finora ignota, scoprendo che è assai pregiata. Attraverso una ricerca condotta presso l’Archivio di Stato di Napoli, gli esperti sono risaliti a Gennaro Maldarelli (1795-1858) e a suo figlio Federico (1826-1893).

Al primo si deve l’affresco della volta nella sala del trono della Reggia di Caserta raffigurante la “Posa della prima pietra”, datata presumibilmente 1854. In occasione della celebrazione del 13 giugno non poteva succedere cosa più gradita. Al termine della santa messa l’intervento dell’onorevole Giovanna Petrenga, ex sovrintendente reggente di Caserta, che ha esposto brevemente il piano di restauro della Chiesa e delle altre opere pittoree.

 

Presenti alla celebrazione anche il Soprintendente Enrico Guglielmo e il responsabile di laboratorio Luigi Iodice. A conclusione la proiezione delle immagini documentali del restauro, l’estrazione della lotteria parrocchiale e la consueta distribuzione del pane di Sant’Antonio: ben cinque quintali.