CASERTA – Gustavo De Negri, presidente delle PMI Campania, le ZFU sono reale occasione di rilancio dell’economia locale?
Certamente. Vengono istituite proprio con l’obiettivo favorire lo sviluppo di aree urbane caratterizzate da disagio sociale, economico e occupazionale, o con potenzialità di sviluppo non del tutto espresse.
Le zone franche urbane sono nate in Francia nel 1997 e hanno avuto un grande successo. Cito la città di Roubaix, i cui obiettivi raggiunti (diminuzione tasso di disoccupazione di 11 punti percentuali in 8 anni, aumento della popolazione di classe media residente, rinnovamento del centro città) sono esemplificativi della rivitalizzazione di un’area urbana che a metà anni ’90 si manifestava gravemente degradata. Questo è lo scopo principale dell’istituzione delle Zone Franche Urbane in Italia. Dal 27 dicembre 2006, data in cui sono istituite, sono passati diversi anni prima che il CIPE decidesse i criteri e le selezionasse e prima che il governo riprogrammasse gli incentivi allora preventivati. Solo nel 2013, poi, sono state definite chiaramente le agevolazioni per le regioni del sud e per la regione Campania in particolare, dopo un fitto carteggio tra Ministero dello Sviluppo e Regione, in relazione anche all’entità dei finanziamenti europei.
Mi auguro che le successive fasi dell’iter burocratico siano sveltite, per evitare che ulteriori lungaggini mettano a dura prova i ritmi di produzione delle piccole e medie aziende e tutto il tessuto economico di zone già soggette a disagio.
Quali le ricadute sulle piccole e medie imprese?
Innanzitutto non bisogna affatto trascurare le agevolazioni fiscali e previdenziali previste per rafforzare la crescita imprenditoriale e occupazionale nelle piccole imprese di nuova costituzione ivi localizzate. Nel dettaglio chi deciderà di investire nelle Zone Franche Urbane beneficerà dell’esenzione totale dalle imposte sui redditi (IRES-IRPEF) per 5 anni con un’uscita graduale dal regime di esonero. Prevista l’esenzione dall’Irap per ciascuno dei primi cinque periodi di imposta decorrenti da quello di accoglimento dell’istanza e, per i primi quattro anni, anche esenzione dall’Imu, per gli immobili ubicati nei territori di riferimento, posseduti ed utilizzati per l’esercizio delle nuove attività economiche. Inoltre, chi investe nella ZFU ed assume almeno il 30% di manodopera residente è esonerato dal versamento dei contributi previdenziali dei lavoratori dipendenti per 5 anni, mentre per i contratti a tempo indeterminato o con una validità di almeno un anno e si beneficia di un esonero dai contributi previdenziali discendente, fino a quattordici anni. Si tratta di un vera manna per il rilancio dell’economia locale in un momento così delicato.
Nel progetto vede criticità? E se si quali sono e come intende superarle?
R: Ci sono diverse criticità monte. Ovvero, per essere riconosciuti zona franca ci vogliono tre condizioni: essere territori ultraperiferici, a rischio spopolamento e con situazione socioeconomica di sottosviluppo. In più per le nove zone franche campane i fondi ammontano a 98.000 milioni di euro. Per iniziare non sono pochi, ma certamente vanno incrementati. Aggiungo come ulteriore criticità il rispetto della regola del de minimis nell’esercizio finanziario in corso (infatti, ciascun soggetto ammesso alle agevolazioni può beneficiare delle esenzioni, solo tenuto conto di eventuali ulteriori agevolazioni già ottenute dalla CE, per un limite massimo di 200.000 euro, 100.000 nel caso di imprese attive nel settore del trasporto su strada). A mio modesto avviso, poi, oltre a comunicare correttamente i benefici di una fiscalità di vantaggio, occorre un’attività di marketing territoriale a 360° per rendere effettivamente attrattive le aree interessate dalla ZFU anche all’esterno.
Ci sono settori economici a suo avviso maggiormente favoriti dalle Zfu?
Non credo ci siano settori favoriti ed altri penalizzati. La Zfu è uno strumento alquanto “democratico” sotto questo aspetto. Ovviamente, ogni territorio ha delle peculiarità o eccellenze sulle quali puntare ed investire. Per questo motivo prima parlavo di marketing territoriale, perché bisogna fare emergere l’esistenza di punti di forza anche in territori che vivono situazioni di disagio socio-economico.
Crede nell’effetto volano per l’intera economia regionale?
Si tratta di una importante occasione per il rilancio dell’economia campana. Non parliamo di contributi a pioggia, ma di fiscalità di vantaggio. Questa è una opportunità da sfruttare al meglio, in grado di dare nuova linfa al circuito investimenti-nuova occupazione. Inoltre si realizzano importanti prospettive per le imprese femminili e sociali.
Ci saranno reali effetti positivi per l’occupazione giovanile?
Se pensiamo che l’abbattimento del costo del lavoro è uno dei principali vantaggi derivanti dall’investire in una Zona Franca Urbana, non possiamo non essere fiduciosi ed ottimisti in tal senso. Credo che, qualora questa occasione venisse sfruttata al meglio, si potranno inserire tanti giovani e meno giovani nel sistema occupazionale.
