Caserta, cresce la disoccupazione giovanile per Istat

CASERTA – Non è un quadro roseo quello “dipinto” dall’Istat sulla situazione economica del nostro Paese. Dal rapporto annuale presentato alla Camera dei Deputati emergono dati a dir poco preoccupanti.

Circa un quarto degli italiani (il 24,7% della popolazione, più o meno 15 milioni) è ad un passo dalla povertà o al rischio di esclusione sociale. Si tratta di un valore del 23,1% superiore alla media Ue.

Pil praticamente fermo tra 2001 e 2010

” Nel decennio 2001-2010  – si legge nel rapporto – l’Italia ha realizzato la performance di crescita peggiore tra tutti i paesi dell’Unione europea. Il paese è fanalino di coda nell’Ue per la crescita. Quella italiana  – si legge nel rapporto – è l’economia europea cresciuta di meno nell’intero decennio. ma Quella che ha resistito meglio alla crisi economica. E’ questo il moivo della crescita lenta.

Quest’anno la crescita è stimata allo 0,2% contro l’1,1% dell’Ue.

«Il ritmo di espansione della nostra economia – si legge – è stato inferiore di circa la metà a quello medio europeo nel periodo 2001-2007».

Rispetto allo scorso anno l’economia italiana è cresciuta dell’1,3 per cento, contro l’1,8 per cento dell’Ue. Nel primo trimestre del 2011, in Italia la crescita è stata dello 0,1 per cento su base congiunturale (come giá nell’ultimo trimestre del 2010) e dell’uno per cento in termini tendenziali, mentre nell’Uem la crescita è stata dello 0,8 per cento su base trimestrale (dallo 0,3 di fine 2010), e del 2,5 per cento rispetto ai primi tre mesi del 2010.

Lavoro, questo sconosciuto

In questo contesto cercare un posto di lavoro diventa impresa titanica. Nel biennio 2009-2010 il numero di occupati è diminuito di 532 mila unità. I più colpiti sono stati i giovani tra i 15 e i 29 anni, fascia d’età in cui si registrano 501 mila occupati in meno. L’oltre mezzo milioni di occupati in meno (-2,3%) in due anni è quindi il risultato di una perdita di 501 mila posti tra gli under 30 (-13,2%), di un calo dei 322 mila unità nella fascia d’età compresa tra i 30 e i 49 anni (-2,3%) e di un aumento di 291 mila occupati tra gli over-50 (+5,2%).

Numeri allarmanti, numeri sui quali chi di dovere dovrebbe soffermarsi a riflettere sperando poi che le meditazioni lo impegnino deciso più alla risoluzione di questi seri problemi che alle inutili, vane, squallide beghe politico-personali-elettorali.