Caserta, Confindustria aderisce al Protocollo di legalità del ministero dell’Interno

CASERTA – L’associazione degli industriali di Terra di Lavoro aderisce e fa proprio il protocollo di legalità sottoscritto nei mesi scorsi tra il ministero dell’Interno e la Confindustria nazionale. Rafforzare le condizioni di sicurezza e di legalità nelle attività economiche e contrastare le infiltrazioni criminali è un impegno che Confindustria Caserta, da tempo impegnata su questo fronte,  intende assumere con sempre maggiore forza e, da oggi, anche nel pieno rispetto delle linee guida emanate dall’associazione a livello nazionale.

L’adesione al Protocollo di legalità è stata assunta all’unanimità dalla Giunta presieduta dal presidente degli industriali Antonio Della Gatta, che si è riunita presso la sede, e si aggiunge infatti alle numerose iniziative già avviate in materia a livello locale dall’associazione datoriale: dal numero verde anti racket, all’adesione all’associazione “Mo’ Basta!”, alla costituzione di parte civile nei processi di camorra che vedono vittime gli imprenditori.

Il Protocollo, espressione di una intensa collaborazione tra il Ministero e Confindustria, si indirizza a tutte le imprese italiane che vogliono aderire a principi di condotta rigorosi e collaborare sul territorio con le autorità pubbliche per migliorare i controlli sulle attività economiche. L’intesa tra Viminale e Confindustria non riguarda soltanto il settore dei lavori pubblici, ma tutti i contratti di appalto, pubblici e privati, per lavori, servizi e forniture.

Le imprese che aderiscono al Protocollo si assumono impegni rigorosi riguardanti la scelta dei partner commerciali e la lotta al lavoro nero, in modo da rafforzare la domanda di fornitori “legali” per dare vita ad un circuito imprenditoriale sano e impermeabile alle infiltrazioni mafiose. Con il Protocollo vengono anche rafforzati i meccanismi di cooperazione e i circuiti informativi tra mondo imprenditoriale e associativo e forze dell’ordine.

In particolare, da un punto di vista pratico, l’impresa è chiamata volontariamente ad aderire al Protocollo. In questo caso si impegnerà a richiedere ai propri contraenti l’informativa antimafia, trasmettendo i relativi dati alla Prefettura, prima della stipula dei contratti. Inoltre, si impegna ad una serie di adempimenti, i più significativi dei quali elenchiamo di seguito.:

L’impresa dovrà comunicare alla Prefettura ogni variazione delle informazioni riportate nei certificati camerali sui soggetti che hanno la rappresentanza legale e/o l’amministrazione; dovrà preventivamente approvare tutti i subappalti e, anche successivamente, gli eventuali sub-subappalti, per evitare che le previsioni del Protocollo possano essere aggirate dalle imprese contraenti. Anche queste ultime, quindi, dovranno a loro volta prestare particolare attenzione nella scelta dei partner. In questo modo si creeranno dei circuiti di imprese appaltanti, fornitrici e subappaltanti preventivamente qualificate dal punto di vista della legalità e della sicurezza. Una sorta di white list di imprese “legali” che, grazie al supporto delle associazioni industriali, sarà messa a disposizione del sistema associativo per essere condivisa e utilizzata da tutte le imprese, favorendo in questo modo contatti e rapporti commerciali virtuosi.

L’impresa, ancora, inserirà nei contratti clausole risolutive espresse che si applicheranno nel caso in cui, durante l’esecuzione dei lavori, la Prefettura comunichi una informativa “interdittiva” riguardante il contraente; agevolerà le operazioni di accesso ai cantieri, anche privati, da parte delle pubbliche autorità per consentire un compiuto monitoraggio delle attività imprenditoriali finalizzato alla verifica degli appalti, dei subappalti e dei fornitori e alla prevenzione dei fenomeni di infiltrazione criminale.

Il Protocollo mira anche ad estendere a tutte le imprese che vi aderiscono l’impegno a denunciare qualsiasi tentativo di estorsione. Le imprese dovranno infatti assumere ogni opportuna misura per favorire la denuncia all’autorità giudiziaria o alle Forze di polizia di ogni illecita richiesta di danaro o altra utilità, ovvero illecita offerta di protezione, avanzata nei confronti di propri rappresentanti o dipendenti, garantendo il supporto e l’assistenza anche legale al personale dipendente coinvolto.

Infine, il Protocollo pone un forte accento sulla trasparenza nei pagamenti e nelle transazioni finanziarie, per prevenire eventuali fenomeni di riciclaggio, ma anche altri gravi reati (es. corruzione), prevedendo la tracciabilità di pagamenti e transazioni al di sopra di una certa soglia.

“Agli impegni rigorosi che le imprese si assumeranno in attuazione del Protocollo corrisponderà un indubbio vantaggio sul piano reputazionale”, ha sottolineato il presidente Della Gatta. “Queste imprese saranno infatti indicate in un apposito elenco che verrà adeguatamente pubblicizzato anche sul sito di Confindustria”.