Caserta, la Cisl il 22 novembre convoca le Istituzioni per studiare i rimedi alla crisi economica

CASERTA – La provincia di Caserta è in preda ad un pesante collasso dato dalla grave crisi economica e produttiva che colpisce prevalentemente l’apparato industriale fino a prefigurare uno scenario di vera e propria de-industrializzazione – è quanto afferma Carmine Crisci, segretario Cisl Caserta.

 

La situazione del territorio casertano è veramente drammatica: ne sono esempio eloquente i dati sulla Cassa integrazione Guadagni.

 

Per quanto attiene alla CIG  – osserva Crisci – siamo passati in  termini totali di CIG straordinaria e di CIG in deroga di 6.771.173 ore del 2008 arriva, fino a settembre 2010, alla cifra di 8.839.700 ore.

 

Le domande di pagamento diretto all’INPS di CIG/S in ore autorizzate passa da 3.831.364 del 2008 alle 7.470.947 fino a settembre 2010.

 

Ai casi già noti della ex 3M, della FINMEK, dell’IXFIN, e a quelli altrettanto gravi anche se fanno meno notizia quali quelli della piccola e media azienda, si unisce in questi giorni la crisi del FIREMA, azienda portante del settore MATERFERRO E DELLA TRASPORTISTICA, con oltre 400 lavoratori che rischiano pesantemente il loro futuro.

 

La situazione può diventare esplosiva se non si danno risposte ad un disagio sociale che può arrivare fino alla disperazione.

 

Ancora non si è costituito a Caserta – asserisce il segretario – un tavolo di confronto, una cabina di regia per monitorare la crisi e per individuare i percorsi istituzionali utili a prefigurare prospettive di sviluppo indispensabili perché la sola gestione delle emergenze tramite gli ammortizzatori, pur doverosa per garantire continuità di reddito ai lavoratori, non basta.

 

Abbiamo atteso che finisse il confronto elettorale che ha portato al rinnovo della Provincia e della Regione, ma a distanza di mesi registriamo che nulla è stato messo in campo, né idee, né risorse, né confronto.

 

L’Accordo di programma dell’aprile 2008 è ancora in alto mare, sia per la parte nazionale mai decollata sia per quella regionale ferma alla dichiarazione di intenti col rischio che i progetti industriali presentati vadano altrove; le infrastrutture sono ferme al palo, come è per il Policlinico, o al di sotto di ciò che occorre, come è per l’Interporto.

 

La CISL è fortemente preoccupata: la nostra posizione responsabile e seria avrebbe bisogno di interloquire con una politica forte, autorevole, per confrontare analisi e proposte e trovare insieme soluzioni.

 

La politica invece sembra accorgersi della crisi solo quando la disperazione sociale produce blocchi stradali mentre poi si comporta nella sua quotidianità come facevano a Costantinopoli discutendo del sesso degli angeli mentre Solimano era alle porte della città.

 

Di fronte a questa crisi grave della politica bisogna che le forze sociali riformiste e responsabili si facciano esse stesse generatrici di un confronto serio e produttivo.

 

La CISL di Caserta  – conclude il segretario cislino – intende muoversi ed è per questo che metterà in campo una grande iniziativa, insieme alla CISL regionale, per il giorno 22 novembre in cui chiamerà tutta la deputazione casertana, la Provincia e la Regione ad un confronto serrato intorno ai problemi della crisi, delle sue emergenze e delle prospettive di sviluppo, per trovare soluzioni condivise, per assumere impegni precisi, ognuno nel proprio ruolo e responsabilità. Ciascuno deve dimostrare di essere all’altezza del proprio ruolo e delle proprie responsabilità: la CISL di Caserta, come sempre, fa e farà fino in fondo la propria parte.