Caserta, approvato all’unanimità dall’assemblea il bilancio del confidi Gafi Sud

CASERTA – E’ diventato una realtà regionale forte e autonoma, Gafi Sud, il confidi gemmato oltre quarant’anni fa dal sistema confindustriale di Terra di Lavoro, che ha chiuso lo scorso anno finanziario con significativi investimenti e consolidato, appunto, la propria posizione nel gruppo di vertice della graduatoria degli organismi di garanzia fidi dell’intero mezzogiorno.

 

E’ quanto è emerso dalla relazione di bilancio proposta dal presidente Rosario Caputo e approvata oggi dall’assemblea ordinaria dei soci (circa 1200 imprese) che si è svolta presso la Sala convegni di Confindustria Caserta. E si è trattato, come è ormai consuetudine e al di là degli obblighi di legge, di un’interessante occasione di incontro fra il mondo imprenditoriale e quello bancario; ma più ancora di riflessione sul momento congiunturale e sulle prospettive dell’economia regionale considerate dal punto di osservazione delle imprese. In particolare, alla luce dei mutati scenari creditizi e delle esigenze delle piccole e medie imprese per l’accesso al credito. Perché al fondo, il nodo da sciogliere resta pur sempre questo e, “anzi – ha affermato con preoccupazione Caputo – temo che su questo fronte la situazione possa addirittura peggiorare”.

 

Ma procediamo per ordine. I dati salienti del bilancio certificato da Deloitte&Touche Spa dicono che nel corso del 2009 Gafi Sud è cresciuta in numero di imprese associate )(+ 18%), che le garanzie in essere (al netto dei rientri) ammontano a  60 milioni 916 mila 295 euro (+ 13% rispetto al 2008) su un ammontare totale di finanziamenti del valore di 132 milioni 519 mila 438 euro (+ 11%); che il patrimonio  netto della società è ulteriormente cresciuto raggiungendo l’importo di 4 milioni 164 mila 688 euro; che l’’incidenza delle sofferenze nette sui crediti garantiti in essere è davvero insignificante (1%); che le operazioni di garanzia perfezionate sono cresciute del 4% rispetto al precedente anno; che, in linea con il generalizzato orientamento bancario, Gafi Sud ha rivolto la propria attività prevalentemente verso il medio termine raggiungendo il 64% dei volumi rispetto al 61% dello scorso anno e al 19 % di soli cinque anni fa. Infine, il bilancio approvato dice pure che il confidi guidato da Rosario Caputo ha completato, ormai, il progetto di copertura territoriale regionale, essendo presente con propri uffici in tutte le province della Campania; e che è stato adeguato il software gestionale, rendendolo più idoneo alla gestione di un Confidi Vigilato.

 

Obiettivo, quest’ultimo, che resta prioritario, ma verso il quale si sta procedendo con “la necessaria ponderazione, visto che ad oggi, soltanto una trentina di organismi di garanzia hanno presentato la domanda per essere iscritti tra i soggetti vigilati (e tra questi nessuno in Campania), ricevendo dalla Banca d’Italia un giudizio di sospensione con richiesta di chiarimenti e modifiche statutarie e organizzative: segno evidente che da questo punto di vista il settore non è probabilmente ancora maturo”.

 

Fin qui le note positive. La musica cambia, evidentemente, se riferita al quadro complessivo, in particolare all’erogazione del credito. “Nel 2009 – ha ricordato Caputo – si è registrata una flessione del credito concesso alle imprese pari al 3%. Un anno fa era + 4,5%. A soffrire di più sono le aziende manifatturiere e quelle piccole dimensioni con meno di venti addetti, che mostrano rispettivamente un calo del 7,8 e del 2,4 per cento. E se il dato riferito alla Campania appare leggermente migliore, con una crescita complessiva dello 0,5%, non significa che le cose vanno meglio”. Infatti, ha ricordato il presidente della Gafi Sud, “il tasso medio di interesse sui prestiti a breve applicato in regione è stato pari al 6,16 per cento, quarto valore più elevato dopo quelli di Sicilia, Calabria e Molise. Il differenziale rispetto al valore medio nazionale è pari a circa 1,3 punti percentuali”. Non solo. “Temiamo addirittura che nei prossimi mesi la situazione possa peggiorare, e per tre motivi. Innanzitutto, a breve verranno resi noti i bilanci del 2009 che per la generalità delle imprese saranno peggiori di quelli del 2008. Ciò avrà come conseguenza il peggioramento dei rating attribuiti alle imprese. In secondo luogo negli ultimi mesi abbiamo assistito a un consistente aumento delle sofferenze bancarie, il che induce gli intermediari a maggiore prudenza nell’erogazione del credito. Infine le autorità di regolazione internazionali hanno avviato un percorso di revisione dell’Accordo di Basilea 2 che imporrà alle banche parametri patrimoniali più stringenti”.

 

Come uscirne, allora? Caputo non ha dubbi, al riguardo: “E’ necessario introdurre dei correttivi che rendano temporaneamente meno stringenti i parametri di Basilea. E ci aspettiamo anche che, a regole invariate, le banche abbiano una valutazione approfondita e lungimirante, capace di tenere conto, anche in una situazione di crisi, delle potenzialità di sviluppo delle imprese che domandano credito, indipendentemente da alcune importanti leve attivate nell’interesse delle stesse, come la sospensione dei termini di pagamento relativi ai crediti alle pmi e a nuovi strumenti per favorirne la patrimonializzazione”.