CASERTA – Nell’ambito del X Meeting dei segretari generali delle camere di commercio italiane all’estero, in svolgimento in questi giorni, i titolari delle 77 aziende casertane, che hanno aderito all’iniziativa e che intendono avviare o intensificare la loro produzione per i mercati esteri, hanno incontrato, nella struttura del Tarì, i 91 delegati delle Camere di commercio italiane all’estero.
L’iniziativa voluta dalla Camera di Commercio di Caserta, guidata da Mario Farina, fornisce l’occasione per mettere a punto un percorso di idee e programmi che siano di sostegno e guida per le esportazioni.
“L’appuntamento di oggi – afferma il presidente Mario Farina – rappresenta in qualche modo il clou di questa esperienza di respiro internazionale che abbiamo voluto e per la quale tanto abbiamo lavorato perché Terra di Lavoro la ospitasseâ€.
I contatti tra segretari e imprenditori ammontano a circa 700. Una cifra del genere si spiega col fatto che sono state sondate più possibilità di export da parte del singolo industriale.
“Gli incontri più consistenti dal punto di vista quantitativo – spiega Francesco Candia, presidente della commissione turismo e coordinatore dell’evento – si debbono ai settori dell’agroalimentare e del tessileâ€. In quest’ultimo comparto, un’attenzione particolare è stata dedicata alla seta.
“Per paradossale che possa sembrare – avverte in proposito Carlo Cicala, nella sua duplice veste di vicepresidente della CCIA e di industriale del ramo – la sete ha potenzialità di sbocco enormi sui mercati di Singapore, ad esempio, ma anche della Cina e del Giapponeâ€.
La mozzarella Dop, naturalmente e la possibilità di conquistare i mercati esteri ha in pratica monopolizzato l’interesse. Significativa, in tal senso, la testimonianza della responsabile della CCIE di Singapore: “L’agroalimentare, con la mozzarella Dop in testa, è in grado di sfondare in quel Paese. Ci sono tutte le condizioni perché questo avvenga; sta a noi saperle sfruttareâ€.
In sostanza, occorre “fare tesoro – conclude Farina – di questa esperienza, che – giova ribadirlo – è unica nel suo genere. Il nostro mondo produttivo ha avuto la possibilità di venire a conoscenza di tutte le opportunità che 44 Paesi di ogni continente offrono in materia di exportâ€.
