Napoli, con la Canapa Caivano e i Regi Lagni vivevano da signori. Oggi giornata di studi

CAIVANO (Napoli) – La canapa (Cannabis sativa L.) ha rappresentato una coltura importante per l’economia di molte regioni italiane, ma a partire dagli anni ’50 le superfici coltivate sono andate progressivamente diminuendo fino a scomparire già nella seconda metà degli anni ’60. Le principale cause della scomparsa della coltura sono dovute in parte al diffondersi delle materie di sintesi ottenuti dai processi chimici industriali (es. la plastica) e dalla normativa italiana che ne ha vietato la coltivazione.

La canapa è una pianta erbacea, a fusto alto e sottile e può superare i 4 metri di altezza. La parte fibrosa del fusto si chiama “tiglio” e la parte legnosa “canapolo”. La canapa viene coltivata per due scopi principali: per la produzione di fibra tessile o per semi dai quali si possono ricavare olio e proteine per l’alimentazione umana ed animale.

Per il primo scopo la raccolta deve essere effettuata subito dopo la fioritura con un risultato medio del 20% di fibre tessili, 10% di stoppa e 70% di canapolo. La coltivazione per seme preclude l’utilizzo dello strame per scopi tessili, in quanto quest’ultimo si presenta di scarsa qualità al momento della maturazione dei semi. Una delle peculiarità della pianta è quella dell’elevata capacità di accrescimento, tale caratteristica la rende una delle piante più produttive per l’accumulo di biomassa di tutta la zona temperata del pianeta.

La sua introduzione all’interno di un sistema agrario è estremamente interessante. Infatti, grazie alle sue caratteristiche produttive ed ecologiche è una pianta di spiccato interesse agronomico ed ambientale, infatti oltre alle capacità miglioratrice, è un specie molto competitiva per le risorse limitanti (acqua, elementi nutritivi e luce). In Italia la coltivazione è stata ripresa a Carmagnola in Piemonte, a Comacchio in Emilia Romagna, in Toscana, nel Lazio, in Umbria, frutto di un nuovo interesse per la coltivazione della canapa tra diversi operatori sia del settore agricolo che di quello industriale (agricoltori, trasformatori, ecc..).

In particolar modo la necessità di soddisfare le richieste di materie prime naturali, ecocompatibili e riciclabili e l’esigenza di disincentivare le produzioni eccedentarie ha aperto nuovi scenari per la coltivazione di questa coltura. Ciò richiede un approfondimento delle conoscenze riguardo le cultivar, la tecnica colturale e lo sviluppo di ulteriori utilizzazioni dei prodotti della coltivazione (olio, pannelli, cosmetica, ecc..).

E’ tempo che riprenda una sperimentazione anche in Campania, dove è ancora viva la cultura legata al mondo della canapa che è rimasta nel DNA di donne e di uomini che, in particolare nell’area dei Comuni a nord di Napoli e a sud di Caserta, come Marcianise, lungo i Regi Lagni, hanno fatto sacrifici enormi per portare avanti questa coltivazione.

Per questo è nata Assocanapa Campania; per questo sabato 4 aprile dalle ore 9 alle ore 13,00 si è svolto presso il Castello Medioevale di Caivano (NA), un Convegno informativo, per illustrare e discutere con Soci, Simpatizzanti e altri Soggetti interessati l’attività svolta da Assocanapa Italia. Si farà il punto sullo “stato dell’arte” e si discuterà delle prospettive della coltivazione e della prima trasformazione della canapa in Italia.

Se la coltivazione della canapa, che è stata in passato una delle voci più importanti dell’economia della Campania, può fornire all’agricoltura una coltura da rotazione migliorativa dei terreni e all’industria materie prime di origine vegetale in sostituzione delle materie prime di origine fossile, occorrono per il decollo, oltre all’iniziativa degli imprenditori, pochi provvedimenti, di competenza del Governo e delle Regioni.La crisi economica impone di spendere bene le scarse risorse pubbliche, con un occhio di particolare riguardo per l’occupazione e uno per la sostenibilità delle produzioni, per non scaricare sulle generazioni future i costi di scelte poco oculate. Dopo il saluto del Sindaco di Caivano, dott. Giuseppe Papaccioli e di Michele Castaldo, Referente Assocanapa per Campania e Calabria, ci saranno le relazioni tecniche di Margherita Baravalle, legale Assocanapa, del Presidente Felice Giraudo, di Giuseppe Vitiello, della I.A.M. Consulting, Partner del Progetto Canapone, di Angela Grimaldi, Vicepresidente Assocanapa e di Cesare Quaglia, componente Direttivo Assocanapa.Ci saranno poi una serie di interventi di completamento delle analisi e delle fattibilità che vedono nella trasformazione e negli impieghi innovativi la chiave di volta per costruire una filiera completa, equilibrata e remunerativa.

Ci sono state le esperienze di Ecocanapa, Comacchio; del Consorzio Produttori Canapa di Modena; di Fibranova srl. Sono intervenuti Pietro Cappelletto del Poligrafico dello Stato; Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania; il Prof. Aldo Di Lorenzo, Esperto Italiano nel 7° Programma Quadro dell’U.E. per le Infrastrutture di ricerca; Enzo Falco, Assessore provinciale; il Dott. Maurizio Avella, dell’Istituto di Chimica e Tecnologia dei Polimeri C.N.R. di Pozzuoli; l’Ing. Domenico Asprone, del Dipartimento di Ingegneria Strutturale Università di Napoli “Federico II”; l’Ing. Aldo Mazzarella. Ha chiuso i lavori Francesco Mugione, agricoltore caivanese, titolare dell’azienda Futuragricola 2000.