CASERTA – Anche il settore edile ha ormai perso le proprie caratteristiche anti-cicliche, che ne hanno fatto nei decenni scorsi un comparto in continua crescita, al di là delle congiunture generali dell’economia. Lo dimostra l’aumento esponenziale del ricorso alla CIG. Il dato negativo del settore delle costruzioni deve costituire un fattore di allarme per tutti, essendo questo settore quello storicamente più capace di creare occupazione. Giova ricordare, che il settore edile, vale circa il 12% del PIL e occupa oltre 2.000.000 di lavoratori.
Per affrontare la situazione e trovare soluzioni capaci di difendere e sviluppare le attività e l’occupazione di fronte alla grave crisi economica e produttiva che sta investendo il Paese, e i cui effetti sono ancor più pesanti nel Mezzogiorno e nel nostro territorio, in particolare, si fa duramente sentire nel comparto delle costruzioni e di tutte le attività ad esso collegate, la FILCA-CISL di Caserta, proprio in virtù della sua ampia rappresentanza che ne fa il primo sindacato nel settore, sente forte la responsabilità di porre al centro dell’agenda di tutto il sindacato, ma anche delle istituzioni e delle Associazioni datoriali, la necessità di creare un tavolo di concertazione per fronteggiare la crisi e prepararsi così all’uscita dal tunnel nelle condizioni più ottimali possibili.
In questa direzione va il Protocollo d’intesa siglato a Roma il 5 marzo 2009 tra le Associazioni datoriali e le Organizzazioni sindacali per forti politiche pubbliche di rilancio delle infrastrutture, di consolidamento della qualità del lavoro edile, delle imprese e della messa in campo di finanziamenti orientati a recuperare i ritardi abitativi del Paese, nonché di semplificare le procedure per accelerare i tempi di realizzazione delle opere, anche derogando dal patto di stabilità interno di Regioni e Comuni; garantire i pagamenti alle imprese che fanno opere pubbliche; varare un Piano casa nazionale articolato in un programma di rilancio dell’edilizia economica popolare, per venire incontro alle esigenze di abitabilità a prezzi calmierati rispetto a quelli attuali.
Lavorare inoltre per favorire programmi di recupero delle aree urbane e di riqualificazione dei centri storici; intervenire sull’edilizia scolastica ormai al centro di episodi drammatici a causa della vetustà degli edifici; incentivare fiscalmente la riqualificazione del patrimonio edilizio privato con riguardo agli interventi di risparmio energetico.
Infine si concorda di rendere selettivo l’accesso alla professione di imprenditore edile, di qualificare il sistema dei lavori pubblici e di una nuova normativa di affidamento degli stessi, ciò anche al fine di combattere con serietà il lavoro nero, sommerso e le infiltrazioni criminose.
Su tutte queste questioni si rivendica congiuntamente un tavolo interministeriale presso Palazzo Chigi per costruire una vera e propria concertazione.
La FILCA di Caserta, ritenendo che questa sia una strada seria, capace di affrontare i problemi, propone che anche nel territorio si persegua un modello forte di partecipazione e di confronto tra parti sociali e istituzioni ancor più necessario in una realtà , come la nostra, in cui il disagio sociale che la crisi genera si somma alle difficoltà già consolidate.
E’ compito di chiunque abbia responsabilità istituzionale, politica e sociale quello di evitare che la crisi economica si traduca in disperazione sociale e in sfiducia verso le rappresentanze democratiche.
La FILCA è disponibile a lavorare per soluzioni serie: ma se questa disponibilità venisse scambiata per acquiescenza, se le istituzioni si attardano in una politica di pura attesa, allora la FILCA non mancherà di esercitare in forme democratiche tutte le pressioni per dare voce ai lavoratori.
