Caserta, alla Bit con i fondi della Camera di Commercio: ma è un fiasco annunciato

CASERTA – In questi giorni Caserta si appresta ad ammarare alla Bit: la Borsa italiana del Turismo, una delle più prestigiose del Mondo – almeno una volta – con un lungo codazzo di iniziative.

Per lo più a spese della locale Camera di Commercio, ma con la dolorosa sensazione che si tratterà dell’ennesimo fiasco annunciato.

Il fiasco

Il motivo è presto detto: le spese che la Camera di Commercio sosterrà per portare il sistema Caserta (Comune, Provincia, Ept, la sovrintendenza no, perché intelligentemente ha evitato di fare una figuraccia) alla Bit sono molto alte – per lo più le spese sono pagate dalla Camera d Commercio: sarebbe bello avere il dettaglio analitico – ma non incideranno in alcun modo sulla percezione che si ha di Caserta sul mercato internazionale e nazionale del turismo. E tanto più sul sistema delle offerte di servizi che la nostra provincia mette a disposizione di ipotetici visitatori.

L’errore

Il madornale errore che Camera di Commercio, Ept e gli altri compiono poi andando alla Bit e che la vedono come una grande vetrina in cui mettersi in mostra: è anche questo ma essenzialmente è, da sempre, una fiera in cui si vendono e si comprano pacchetti turistici.

Di questo noi non abbiamo nulla, mentre abbiamo tanti assessori, dirigenti di nomina politica e tanti altri che si avviano alla Bit come ad una passeggiata a Milano dove nel frattempo che c’è la Bit si può fare shopping o visitare le bellezze che offre la capitale meneghina. E i contribuenti pagano il conto.

Cosa fare

Ept, Camera di Commercio, mandino a Milano i propri funzionari eperti a vendere pacchetti – per quel che c’è – così non spendiamo inutilmente soldi. Inutile è anche lo stand tutto nostro alla Bit: qualcheduno si fa bello dicendo che così possiamo avere più visibilità, ma alla Bit ci si va per far soldi e vendere soggiorni in provincia di Caserta non per farsi belli insieme con le hostess.

Forse sarebbe stato più intelligente utilizzare lo stand messo a disposizione dalla regione Campania. Il dramma è che la Camera di Commercio che spende soldi per il turismo non sa come spenderli questi soldi e li sperpera. Invece di assumere consulenti che non hanno competenze specifiche – come in molti altri enti pubblici – probabilmente farebbe bene a rivolgersi a esperti validi per qualche consiglio utile per il nostro territorio.

Altrimenti sarà la ripetizione della visita negli Usa per il Columbus Day, in cui ci si è andati con i parenti di dirigenti e consulenti e non per far fare business alla nostra provincia.