CASERTA – Importi sempre più cari anche per la Tarsu. La tassa-tariffa sui rifiuti solidi urbani è salita mediamente del 3,4% in un anno ed ha già registrato, nei primi mesi del 2008, un aumento medio del 2,4%.
La città più cara in Italia è Livorno, Caserta è terza; Palermo quella con gli incrementi maggiori. A dirlo è uno studio della Uil-Servizio politiche territoriali, sulle 104 città capoluogo di provincia per gli anni 2006-2007. Nel 2007, sottolinea la ricerca, mediamente le famiglie italiane hanno versato 190,60 euro annui a comuni e province, per un importo corrispondente a circa 2,38 euro al mq, con un aumento medio del 3,4% sul 2006 (183,80 euro) per la Tarsu.
Sono 38, ossia il 36,5%, le città che nell’ultimo anno hanno apportato una maggiorazione; gli aumenti più consistenti, in termini percentuali, si sono avuti a Palermo con il 74,6%, a Taranto con il 63,5% e a Pordenone il 48%; rincari anche a Terni (31,3%), L’Aquila (30%), Trieste (27,5%), Siracusa (22,9%) e Cagliari (19,8%). A seguirli, Roma con un +15,8%. Al contrario, solo sette città hanno diminuito la tariffa: Udine del 12,5%, Lucca del 9,6%, Teramo del 4,4%, Belluno del 3,4%, Livorno del 2,9%, Rovigo del 2,3%, Perugia dello 0,5%. Sono tutte quest’ultime città dove è in vigore da qualche anno la tariffa e dove si applicavano aliquote tra le più alte d’Italia, rileva la Uil.
Sono invece 42 (40,4%) i capoluoghi di provincia che hanno optato negli ultimi anni per il passaggio da tassa a tariffa. Livorno è comunque la città con la tariffa più alta, pari a 331 euro (4,14 euro al mq), seguita da Siracusa 325,68 euro annui (4,07 al mq) e Caserta 314,60 euro annui (3,93 al mq). La meno cara è invece Reggio Calabria (0,95 al mq).
La ricerca, come spiega il segretario confederale Guglielmo Loy, ha preso come campione un nucleo familiare di 4 persone con una casa di 80 mq; gli importi sono comprensivi delle addizionali comunali (10%) o dell’Iva (10%) per chi applica la tariffa, e il tributo provinciale (facoltativo fino ad un massimo del 5%).
Considerando che la manovra fiscale 2009-2011 blocca gli aumenti delle addizionali, sottolinea la Uil, ma lascia mano libera ai Comuni su tariffe, compresa la Tarsu “non vorremmo che ciò si traducesse il prossimo anno in un forte inasprimento della stessa politica tariffaria dei Comuni sia per i rifiuti solidi urbani sia per altri servizi come le rette per gli asili nido e le mense scolastiche. Tutto ciò sarebbe insopportabile, soprattutto, per coloro che vivono di stipendio e pensione”.
Ma i primi dati per il 2008 non sono certo incoraggianti, prosegue il sindacato. Da una prima analisi della stessa Uil su 83 città capoluogo di provincia emerge che la tassa-tariffa per i rifiuti solidi urbani ha registrato un ulteriore aumento medio del 2,4% rispetto al 2007.
