
CASERTA – Ho cominciato a studiare Clara Spinelli all’inizio del 2020, durante una giornata di valorizzazione alla Reggia di Caserta con la funzionaria restauratrice Anna Manzone.
Decidiamo di esporre un pastello su carta firmato e datato 1783, un anno particolare perché Ferdinando di Borbone e Maria Carolina d’Asburgo si sono da poco trasferiti nella Reggia di Caserta.
Ci pare affascinante immaginare lezioni di pittura nell’appartamento profumato di nuovo, da poco completato dall’architetto decoratore Carlo Vanvitelli. Qualche notizia della semisconosciuta Chiara la trovo in rete, allora priva di contenuti, incrementati con le massicce campagne di digitalizzazione dal COVID in poi.
Propongo alla Reggia di Caserta una sezione di approfondimento sui personaggi che abitano la corte e inizialmente la spunto. Trovate i post in rete privi di contesto.
Clara o Chiara Spinelli di Belmonte Pignatelli (Napoli, 1744 – 1823) è una donna bella, colta, esuberante, membro dell’Accademia dell’Arcadia.
È figlia di Troiano Spinelli, duca di Laurino, e prima del matrimonio abita a Napoli in via dei Tribunali, in un palazzo rinascimentale tra i più belli del decumano maggiore.
Sua sorella minore – Cristina Spinelli Barrile (1779-1828) – è principessa di Cariati e nel 1772 viene nominata educatrice (aja) delle figlie di Ferdinando e Carolina. Con loro abiterà prima a Palazzo Vecchio e poi alla Reggia di Caserta.
Clara sposa Antonio Francesco Pignatelli, principe di Belmonte, figura di primo piano a corte e Maggiordomo Maggiore di Ferdinando IV di Borbone dal 1770, quando i sovrani non si sono ancora trasferiti a Caserta. È lui che segue ad esempio i lavori del loro appartamento e che cura tutte le pratiche in collaborazione con il Guardaroba Maggiore. Sua madre – Anna Francesca Pinelli – era favorita della regina Maria Amalia di Sassonia e sua ulteriore fortuna o capacità sarà quella di scegliersi una bella moglie.
Ma non tutte le ciambelle riescono col buco!
Clara, a dispetto del suo aspetto pudico, è molto libertina. Colleziona diversi amanti, di cui quattro sono noti: don Felice, Nicolino, un uomo bruno e un fusto polacco, di cui parlano persino i viaggiatori stranieri.
Intima amica di Antonio Ottero, Amministratore di Caserta, e della Regina Maria Carolina, insieme alla Marchesa di San Marco e a Lady Hamilton, ha una villa vicino a Posillipo in cui l’amante polacco fa gli onori di casa, nel disinteresse del marito e dei figli, Francesco e Giuseppe Pignatelli. Di lei parla Harold Acton, che però la confonde con Lucrezia Pignatelli, morta nel 1760.
Clara è un’ottima intrattenitrice. È appassionata di pittura e segue la pittrice della Regina, la famosa Angelica Kaufmann, negli anni in cui visita la corte borbonica (1782). Infatti, il disegno conservato a Caserta riproduce un Cupido ritratto dal vero dalla Kaufmann per il principe Youssipoff di Russia. L’opera si chiama 𝐂𝐮𝐩𝐢𝐝𝐨/𝐆𝐚𝐫𝐝𝐞𝐬 𝐚 𝐯𝐨𝐮𝐬! ed è del 1785, cioè successiva a quella di Clara che sicuramente ha potuto vederla e copiarla.
Non solo pittura ma anche musica. Infatti Clara ospita a Napoli nel 1770 il giovane Mozart, quando suona con la sorella a casa di Lord Fortrose, in virtù della sua amicizia con Pietro Metastasio, anche lui arcade.
Ma la principessa non disdegna neppure il gioco. In particolare le piace il faraone, un gioco di carte con il quale intrattiene i suoi nobili ospiti.
D’Espinchal – che fu in Italia dal 1789 al 1791 (Journal d’émigrat on du Comte d’Espinchal, Parigi 1912) – trascorre una serata nella Villa di Clara – ci racconta appunto del suo amore per le arti e accenna al suo ritratto offerto nel 1783 alla Galleria di Firenze (gli Uffizi), che definisce uno scarabocchio: un pastello su carta, nel quale la principessa si ritrae con i capelli raccolti in alto, impreziositi da una rosa.
Pare che ad un certo punto diventi anche amante del re e guida turistica delle bellezze di Caserta, perché nel settembre 1781 il re le mostra «tutto ciò che è degno d’esser veduto in cotesto Real Palazzo e Sito di Caserta» per offrire degna ospitalità alla romana Marchesa Massimo, 𝐁𝐚𝐫𝐛𝐚𝐫𝐚 𝐒𝐚𝐯𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐏𝐚𝐥𝐨𝐦𝐛𝐚𝐫𝐚, moglie di 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐂𝐚𝐦𝐢𝐥𝐥𝐨 𝐌𝐚𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨 (𝐑𝐨𝐦𝐚, 𝟏𝟕𝟑𝟎 – 𝐍𝐚𝐩𝐨𝐥𝐢, 𝟏𝟖𝟎𝟏), che si trattiene a Napoli per il ponte. Oltre alle «rarità e magnificenze di Napoli», il re desidera che visiti quelle di Caserta, dove giunge il 21 settembre 1781.
I documenti dell’Archivio di Stato di Caserta, oltre a testimoniare i legami della Spinelli e dei sovrani con la nota famiglia romana dei Massimo, che nel 1789 acquista la 𝐕𝐢𝐥𝐥𝐚 𝐌𝐨𝐧𝐭𝐚𝐥𝐭𝐨 𝐏𝐞𝐫𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐚 𝐑𝐨𝐦𝐚, in zona Termini, attestano nel tempo un aumento del potere a corte della donna che, nel novembre del 1788, arriva a “raccomandare con una lettera di suo pugno” il Cacciatore Reale Giovanni Sassano, perché vuole lavorare a Carditello!
Nonostante i legami di fedeltà alla famiglia reale, Clara partecipa alla rivoluzione napoletana e quindi è costretta ad andare in esilio in Francia.
Tornerà a Napoli solo dopo la Restaurazione, ma ormai il re ha rivolto le sue attenzioni alla siciliana Lucia Migliaccio, duchessa di Floridia, alla quale offre un appartamento nella Reggia di Caserta.
Nelle collezioni borboniche si conservano diversi dipinti a pastello su carta della Spinelli, tra cui un ritratto dell’amica Emma Lion Hamilton.
A Palazzo Glinni ad Acerenza (Potenza) si trova un altro suo autoritratto pervenuto tramite il suo amante Joseph Ottomano Glinni, anche lui membro dell’Arcadia e amico intimo di Mario Pagano, che mi sono permessa di richiedere per questo articolo.
