Casapulla. Nel segno della Croce.

CASAPULLA – Non tutti sanno che anche a Casapulla, come a Caserta, nel Settecento si venerava il culto della Santa Croce.

Come apprendo da Alessandro Orlando, già presidente della Pro Loco della città – il culto è documentato a Casapulla sin dal 1639 ed era riferibile ad una cappella della Santa Croce situata nell’area dell’attuale via Fiume, poi scomparsa nel 1728. L’ attuale Cappella della Croce fu fatta costruire nel 1739 da Natale Giannotti, esponente di una famiglia che detenne per tutto il Settecento il titolo di cappellani della Santa Croce.

La chiesa è caratterizzata dalla bella pala di Luigi Restile, che raffigura Sant’Elena che adora la vera croce ritrovata a Gerusalemme.

Il dipinto ricorda quello dell’Oratorio della Croce di Sant’Elena di Caserta, gestito dalla Compagnia della Croce, che faceva capo all’Arciconfraternita della Croce, Orazione e Morte nata a Roma nel 1538, durante il pontificato di Paolo III Farnese, antenato di Carlo di Borbone, per seppellire i morti abbandonati nelle strade della Capitale.

Come ho già raccontato, la sede romana si trovava alle spalle di Palazzo Farnese a Roma e nel 1586 fu spostata a via Giulia, dove nel 1737 fu ristrutturata da Ferdinando Fuga.

Sono convinta che il culto della Croce si sia rafforzato dopo il Giubileo del 1750, quando il papa Benedetto XIV fece restaurare la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme, una delle sette chiese di Roma che facevano parte del tradizionale itinerario di pellegrinaggio reso celebre da san Filippo Neri, il santo a cui era devoto Luigi Vanvitelli!

Edificata dal IV secolo, la basilica era stata sede della residenza di Elena, madre dell’imperatore Costantino, e conservava una parte della Croce di Gesù e altre reliquie della Passione che – secondo la tradizione – sant’Elena aveva fatto trasportare a Roma dopo il suo viaggio in Terra Santa.

Lascia un commento