Vincenzo Marulli, un illuminista napoletano a Pisa e in Inghilterra

PISA – Si trovano a Pisa le spoglie illustri di un napoletano dimenticato. Il suo monumento funebre, attribuito allo scultore Michele Van Lint, recita così “Qui giace Vincenzo Marulli dei duchi di Ascoli patrizio napoletano deputato dalla patria tolse a morte molti concittadini nella prima anarchia del 1799. Fu utile a tutti colle sue opere. A lui sono dovute lacrime di riconoscenza”.

Ma chi era costui?

Nato a Napoli il 2 febbraio 1768, morì a Pisa il 23 novembre 1808. Fu fratello di Troiano (1759-1823) duca d’Ascoli, marito dal 1784 di donna Maria, figlia di don Pasquale Filomarino e della principessa Maria Maddalena Rospigliosi. Appassionato di caccia, Troiano fu nominato nel 1794 gentiluomo di camera, capitano comandante di cavalleria, aiutante di campo (1798) e tenente colonnello nelle milizie di cavalleria (1799) di Ferdinando IV di Borbone.

Nel 1798, in cambio di alcune missioni all’estero, fu nominato cavaliere di Gran croce del Real Ordine di San Ferdinando. Dopo il Congresso di Vienna, fu insignito di incarichi e numerose onorificenze: Cavallerizzo Maggiore e Aiutante Maggiore di Re Ferdinando I di Borbone, Capitano Generale del Reale Esercito, Ispettore dei Cacciatori e Pionieri Reali, Sovrintendente generale della Polizia e della Giustizia Criminale del Regno, Consigliere di Stato, Consigliere del Supremo Tribunale Conservatore della Nobiltà del Regno di Napoli, Vicario generale del Re, Consigliere del Principe Ereditario, Presidente della Commissione per la Ricostruzione del Teatro San Carlo.


Suo fratello Vincenzo fu autore di importanti volumi come “L’arte di ordinare i giardini” (1804), citato nel Catalogo de’ Libri in francese di SM la Regina delle Due Sicilie Maria Carolina d’Asburgo, relativo alla Biblioteca di Caserta, compilato a Palermo nel 1809. Ancora scrisse il “Ragionamento sulle mendicità (Napoli, 1802), “Sull’architettura e su la nettezza delle città” (Firenze, 1807), in cui proponeva soluzioni moderne per l’igiene urbana, lo smaltimento dei rifiuti e il decoro delle città.

Qualche tempo fa, il prof. Giovanni Menna ne ha studiato la figura e l’apporto nell’ambito delle attività svolte presso la Federico II di Napoli.

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