
Roma – In occasione della “Giornata internazionale della donna”, lo sport torna a raccontare storie di emancipazione, crescita e consapevolezza in rosa. È da questa prospectiva che nasce: “Empowerment per la vita, la meta del rugby femminile” pubblicato da Armando Editore: un volume che esplora il rugby femminile non solo come disciplina sportiva ma come esperienza capace di incidere profondamente nelle vite di chi lo pratica.
Il libro, curato da Erika Morri e Simona Castellano all’interno della collana: “I futuri della didattica” dell’Università di Bologna, nasce da un progetto internazionale che ha raccolto le storie di 135 rugbiste provenienti da oltre 60 Paesi.
Dall’Australia al Burkina Faso, dalle Isole Cayman alla Norvegia, passando per Brasile e Iran, le testimonianze di atlete, allenatrici e dirigenti sportive compongono un mosaico di esperienze che mostrano come il rugby possa diventare uno strumento di autodeterminazione, relazione e crescita personale.
Il rugby come palestra di vita al femminile
Il progetto di ricerca “Rugby l’Ottavo Continente: la storia rivoluzionaria di uno sport declinato al femminile” si prefigge come tesi di analizzare quale sia stato l’impatto del rugby nella vita delle atlete che lo praticano.
I numerosi casi oggetto di esame raccontano percorsi molto diversi ma con un denominatore comune: il rugby non insegna solo a giocare o a vincere, ma insegna a gestire il fallimento, a fidarsi della squadra, a trovare la propria voce.
In campo si allenano competenze che vanno ben oltre lo sport: leadership, resilienza, capacità di affrontare il conflitto e lavorare insieme verso un obiettivo comune. Tutte qualità che tornano utili nella vita quotidiana, nello studio e nel lavoro.
Il corpo come strumento di consapevolezza
Uno dei punti centrali della ricerca riguarda il ruolo del corpo. Nel rugby, il corpo non è solo prestazione fisica, ma diventa linguaggio, relazione e strumento di apprendimento.
Attraverso il movimento e il confronto con gli altri si sviluppa una nuova percezione di sé: la consapevolezza della propria forza e della propria capacità di incidere nelle situazioni senza subirle passivamente. Donne protagoniste della propria vita e non inermi vittime.
Molte delle storie raccolte nel volume raccontano donne che hanno trovato nello sport un ambiente sicuro in cui ridefinire la propria identità e superare ostacoli economici, culturali o familiari. In questo senso, il campo da gioco diventa anche uno spazio di inclusione, dove le differenze individuali contribuiscono alla crescita della squadra e della comunità.
Sport, educazione e cambiamento sociale
“Empowerment per la vita” guarda oltre il rugby e si propone come uno strumento utile anche per il mondo educativo, scolastico e formativo. Il libro suggerisce infatti come lo sport possa diventare un alleato nella costruzione di percorsi di crescita personale e collettiva, contribuendo anche agli obiettivi dell’Nazioni Unite e della loro Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.
Le prefazioni sono firmate da figure istituzionali del mondo sportivo e pubblico, tra cui Luciano Bonfiglio, presidente del CONI, Andrea Duodo, presidente della Federazione Italiana Rugby, Deborah Griffin, presidente della Rugby Football Union inglese, e Silvia Salis, sindaca di Genova.
Le autrici
Erika Morri è stata una delle protagoniste del rugby italiano: ex azzurra con due Coppe del Mondo e sette Campionati Europei, oggi è formatrice e promotrice di progetti dedicati allo sport come strumento educativo, tra cui l’iniziativa internazionale Wo*men’s Sport Land of Freedom. Attualmente è anche consigliera della Federazione Italiana Rugby e membro del comitato per lo sviluppo del rugby femminile di Rugby Europe.
Simona Castellano è assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Salerno e studia i rapporti tra sport, media e cultura digitale.
Per le autrici, Il rugby può essere immaginato come un ottavo continente: uno spazio simbolico senza confini geografici o linguistici in cui lo sport diventa un punto d’incontro tra culture diverse; un luogo in cui il corpo pensa, la squadra sostiene e la fiducia costruisce relazioni. Perché, come emerge dalle storie raccolte nel libro, il rugby non allena solo a giocare una partita, allena a stare nel mondo, valorizzando il potenziale femminile.
Contatti editoriali:
https://www.armandoeditore.it/catalogo/empowerment-per-la-vita-la-meta-del-rugby-femminile
