CASERTA – Oggi, come ogni anno dal 1996, si festeggia la giornata mondiale UNESCO dedicata al piacere della lettura ed alla pubblicazione e protezione della proprietà intellettuale. Fu scelta questa data per onorare il giorno della morte di tre sommi scrittori come Miguel de Cervantes, William Shakespeare e Inca Garcilaso de la Vega e la nascita di tanti altri che con penna e calamaio hanno contribuito ad apportare progresso sociale e culturale all’umanità.
Stamattina, una pagina social di cultura che seguo mi chiedeva: cos’è per te un libro? Nei commenti al post ho letto una lunga serie di pensieri: per me è sognare, per me è partire, per me è magia, per me è sapere, per me è un incontro… insomma, leggere è per tanti un momento di evasione dalla realtà, per altri l’approfondimento di conoscenze più o meno già possedute.
Dedicare una giornata mondiale alla lettura venticinque anni fa è stata un’idea brillante e davvero lungimirante di chi ha colto l’importanza dei libri nella cultura. Solo con la conoscenza ci si può difendere dalle ingiustizie e gridare la propria idea, si può affrontare il mondo del lavoro in una vita onesta e si può vivere in comunione con gli altri.
E ciò è talmente confutato che basta pensare all’opposizione nei confronti della cultura di tutti i regimi dittatoriali che hanno caratterizzato, ed ancora lo fanno, la scena geopolitica mondiale: tanto più ignorante è il popolo, tanto più grande è l’influenza che si può esercitare su di esso. Donne a cui non è consentito studiare, bambini lasciati senza istruzione e leggi bavaglio sono solo un accenno di ciò che lì succede costantemente.
Ricordo che alla scuola dell’obbligo spesso il professore di turno ci assegnava la lettura di un libro ed allora mi sembrava una tortura inumana imporre un qualcosa di così noioso e manco lontanamente accomunabile allo svago di cui ha diritto un adolescente. Come ero sciocco. Beh, vi dico che ancora oggi ringrazio quegli insegnanti perché grazie ai libri ho imparato a vedere “ampio” nella vita e a coltivare la passione della scrittura ad essi strettamente collegato.
Quanto vorrei che i giovani di oggi si allontanassero dai falsi e passeggeri miti creati dai media e si affezionassero ai tanti personaggi della letteratura… vuoi mettere, una Anna Shirley Cuthbert (la protagonista dei romanzi di Lucy Maud Montgomery), più conosciuta come “Anna dai capelli rossi”, a confronto con le moderne bimbe di Tic Toc? o un Robert Langdon (il protagonista dei thriller di Dan Brown) paragonato ad un influencer o ad un tronista? e di esempi se ne potrebbero fare moltissimi se non diventassi prolisso.
A proposito del post che vi dicevo prima, volete sapere il mio pensiero? Per me un libro è un’opportunità. Che sia per diletto, per studio o per noia, leggere offre sempre l’occasione di migliorare se stessi. Buona lettura a tutti.
