“Armati di petali” nella Terra dei Fuochi. Alla Reggia si apre la mostra di Vinci e Galesi

CASERTA – Si inaugurerà oggi, sabato 20 Maggio alle ore 18.00 presso la Reggia di Caserta, la mostra “La terra dei fiori”del duo artistico Sasha Vinci e Maria Grazia Galesi.Mostra dall’elevato valore artistico, ma anche sociale.

“Essa – spiega il curatore Daniele Capra – propone una contro mitologia: dalla terra dei fuochi, disseminata di scorie tossiche e avvelenata dalla malavita, alla terra dei fiori, luogo in cui crescono gerbere”.

La mostra, ospitata nella Sala Romanelli del piano nobile del Palazzo vanvitelliano, sarà aperta sino al 30 Giugno ed è costituita da opere fotografiche di grandi dimensioni, disegni, video e documenti che raccontano il percorso dei due artisti il cui incontro è avvenuto in circostanze casualmente bizzarre nella loro città natale: Scicli.
C’è lo raccontano proprio loro in un intervista rilasciata ieri presso la Galleria aA29 Project Room di Gerardo Giurin loro talent scout che in maniera altrettanto casuale e fortuita li ha scoperti.
 
” Ero in un momento di grande fermento – racconta Sasha Vinci – attraverso l’associazione che rappresento a Scicli abbiamo sempre utilizzato l’arte e la sua poetica come manifesto politico-sociale e come strumento per risvegliare le coscienze. Così – prosegue l’artista – decisi di coinvolgere l’Accademia delle Belle arti di Ragusa con un workshop al fine di selezionare giovani talenti e iniziare con loro un progetto. Le selezioni furono vinte da Maria Grazia”.
 Otto anni di differenza tra i due, diverse esperienze formative, ma il feeling artistico fu immediato.
” Certo – prosegue Vinci – nonostante  lei fosse ancora una studentessa, ci legò immediatamente un’affinità di idee e di progettualità comune che però, all’inizio, si rivelò insolitamente improduttiva”.
 
Poi la svolta. Sarà nuovamente la casualità e il perseguire un intuizione comune, la start up di ciò che poi è stato realizzato oggi in un incessante evoluzione e mutamento.
 
La festa patronale di S.Giuseppe e i fiori (bàlucu) che ricoprono interamente  le gualdrappe ( anime di juta o tela) con cui vengono bardati i cavalli durante la “cavalcata” sono stati l’humus e la cifra stilistica del progetto:
portare il fiore della tradizione nell’arte contemporanea e utilizzarlo come arma.
Vinci e Galesi definiscono la loro arte con una sola parola: “Azione civile”.
” Molti artisti – affermano entrambi- attraverso l’arte denunciano, scuotono ma scelgono strade scioccanti, immediate crude e inquietanti. Nel nostro caso il visitatore arriva gradualmente al nostro messaggio: il fiore come simbolo di bellezza, di purezza che ha anche il potere magicamente energetico di un arma capace di vincere sul degrado e la devastazione umana”.
Il risultato è qualcosa di straordinario. I due artisti “armati di petali”portano un messaggio di vita e di speranza laddove c’è abbandono e negligenza. Su il sipario, dunque, su questa mostra che si preannuncia decisamente speciale. Un plauso a Mauro Felicori che ne ha saputo capirne l’importanza ed il messaggio aprendo loro le nobili stanze della Reggia di Caserta.