Maddaloni, la storia dell’avv. Camillo Pitocchi Rettore Vicario a Maddaloni nello studio di Pagliaro

MADDALONI (Caserta) – È un po’ di tempo che non offriamo al nostro lettore le prelibatezze storiche di cui ci ha fatto omaggio lo storico maddalonese del “Giordano Bruno”, il prof. Antonio Pagliaro[1].

Ritorniamo oggi ad intervistare il prof. Pagliaro sulla vita dell’avv. Camillo Pitocchi, Rettore Vicario nel Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno” di Maddaloni dal 1961 al 1964.

D: Chi era l’avv. Pitocchi? Cosa sappiano delle sue origini?

R: «Camillo Pitocchi nacque a Calvi Risorta (CE) il 26 Aprile 1911. Frequentò le scuole a Caserta, conseguì la maturità liceale presso il Liceo-Ginnasio “P. Giannone” e successivamente la laurea in Giurisprudenza presso la “Federico II” di Napoli nel 1933[2].

La famiglia avrebbe gradito che intraprendesse la carriera di avvocato, ma egli, sentendosi portato per l’educazione dei giovani, partecipò ad un concorso per istitutori ed educatori nei Convitti Nazionali».

 

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D: Che esito ebbe questa partecipazione al Concorso?

R: Positivo. Risultato vincitore, iniziò la sua carriera in Roma presso il Convitto Nazionale “Vittorio Emanuele II” che, essendo un prestigiosissimo collegio, veniva frequentato dai figli delle famiglie più rappresentative dell’epoca e tra questi anche i figli di Edda Mussolini e Galeazzo Ciano.

Proseguì la sua carriera presso il Convitto Nazionale dell’Aquila dove, sposatosi il 24 Aprile 1939 con la signora Clara Bianco, nacquero le sue tre figlie Assunta, Rosanna e Marilena.

Durante la guerra fu arruolato come ufficiale di complemento e partecipò alla campagna d’Africa.

Dopo l’8 Settembre 1943, essendo l’Italia settentrionale ancora occupata dai tedeschi impossibilitato a raggiungere la sede di titolarità dell’Aquila prestò servizio provvisorio presso il Convitto Nazionale “V. Emanuele II” di Napoli.

Negli anni ’50 fu vicerettore a Campobasso nel Convitto Nazionale “Mario Pagano” dove conobbe il dott. Renato Ravinetti, futuro rettore del Convitto Nazionale “G. Bruno” di Maddaloni, con cui strinse legami di amicizia e di stima unitamente alle rispettive famiglie».

D: Che altro sappiamo del rapporto con Maddaloni?

R: «A seguito di ulteriore concorso, fu promosso rettore ed inviato dal Ministero, come soprannumerario, al Convitto Nazionale “G. Bruno” di Maddaloni come rettore-vicario per collaborare col rettore titolare, dott. Ferdinando Carbone, che gli affidò la gestione delle scuole interne del Convitto.

Il rettore Carbone presentò il collega Pitocchi ai membri del Consiglio di amministrazione del Convitto maddalonese nell’Adunanza del 20 febbraio 1961»[3].

 

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D: Il rettore Pitocchi giunse a Maddaloni con tutta la famiglia?

R: «Il rettore vicario Pitocchi giunse a Maddaloni da solo, senza la sua cara famiglia, perché le figlie erano impegnate nelle rispettive frequenze scolastiche, e, una volta finito tale impegno, la signora Clara con le ragazze raggiunse il marito, il quale, nel frattempo, aveva pensato a sistemare l’appartamento per accoglierle calorosamente.

Nel Convitto Nazionale la famiglia Pitocchi-Bianco occupò uno degli alloggi riservati ai funzionari dello stesso, il quale era situato in fondo al gran salone, corridoio laterale destro (oggi ci sono le aule della Scuola primaria), lato sinistro, le cui finestre e il grande balcone si affacciano sul Liceo Ginnasio “Giordano Bruno”.

In relazione alla sua famiglia sappiamo che proprio in questa gloriosa e storica scuola, diretta dal preside Michelangelo Alifano, nell’anno scolastico 1963/64, Marilena, la terza figlia del rettore-vicario, conseguì la licenza liceale».

D: Che ruolo e funzione toccò ricoprire il nostro protagonista?

R: «Dall’anno scolastico 1955/56 fino al 1962/63, i rettori Ferdinando Carbone e Mario Tassitani si alternarono alla guida del glorioso Convitto Nazionale “Giordano Bruno”, per cui, in questi anni, da febbraio 1961, il rettore vicario Pitocchi, per continuità di servizio e di presenza, era diventato punto di riferimento importante per i docenti delle scuole interne, per il personale educativo e per il personale del Convitto, con il quale aveva raggiunto un buon rapporto di fiducia e di collaborazione.

Montanaro Gino, istitutore assistente del tempo, in servizio nel Convitto Nazionale “Giordano Bruno”, dal 1959 al 1961, oggi in pensione dopo una lunga carriera da segretario del Liceo Scientifico “Nino Cortese” di Maddaloni, mi ha confermato questa tesi e, in aggiunta, ha dichiarato: “Il rettore vicario Pitocchi, come dirigente, aveva un alto senso del dovere e dello stato, nonché, di massimo rispetto verso l’istituzione Convitto, era il modello vivente del dirigente statale perfetto, elegante nel vestire e garbato nei modi e nei toni. Era un modello da imitare per tutti, dai docenti, agli istitutori, al personale tutto e, per finire, ai ragazzi, inoltre, era sempre presente e attento a risolvere qualsiasi problema si presentasse all’interno della comunità convittuale».”

D: Come mai vi è questa alternanza tra i Rettori, ovvero ciò poteva dipendere dalla situazione amministrativo contabile?

R: « No, dipese dal fatto che il rettore Mario Tassitani, alla fine dell’anno scolastico 1959/60, avendone i titoli, fu assegnato esclusivamente alla direzione del Collegio Universitario di Napoli per un intero anno scolastico, per poi tornare di nuovo al Convitto l’anno scolastico successivo. Al suo posto ritornò il rettore Ferdinando Carbone, il quale era stato reggente del Convitto per un intero anno scolastico, dal 4/04/1956 al 30/09/1957, dopo il trasferimento del rettore Renato Ravinetti. Però la situazione organizzativa di quel periodo merita un approfondimento. Per capire meglio com’era organizzato il Convitto e quali erano le sue problematiche nell’anno scolastico 1960/61, prima dell’arrivo del dott. Pitocchi, bisogna fare un discorso a ritroso e leggere il verbale del Consiglio di amministrazione del 19/12/1960[4] convocato dal rettore Carbone, il quale, per poter far funzionare bene il Convitto nazionale, ritenne fondamentale porre all’ordine del giorno i seguenti punti di discussione: Situazione di cassa; Bilancio preventivo anno 1961; Contributo straordinario delle famiglie; Relazione situazione edilizia; Nomina istitutori assistenti; Nomina sanitari del Convitto; Nomina personale ausiliario a tempo determinato; Gratifica natalizia istitutori assistenti e subalterni; Varie ed eventuali.

D: Tornando alle informazioni e/o documentazioni che riferiscono del coinvolgimento del rettore Pitocchi, cosa ci riferisce?

R: «Con l’adunanza del 3 ottobre 1961 si apre ufficialmente il nuovo anno scolastico 1961/62, che porterà nuovi cambiamenti alla guida del Convitto Nazionale di Maddaloni. Infatti, fino alla seduta del 24 novembre, i vertici dell’Istituto risultano così composti: Rettore dott. Ferdinando Carbone, Rettore vicario dott. Camillo Pitocchi, Vicerettore dott. Antonio Menaldi e come Economo rag. Giuseppe Cannella. Per quanto riguarda la situazione di cassa questa mostra risultati positivi quantificati in £. 4.133.048. Proprio nella seduta del 24 si ha la ratifica delle dimissioni del Consigliere avv. Antonio Brancaccio, già ammalato da tempo e non più in condizioni di partecipare alle sedute consiliari. Invece, nell’adunanza del giorno 20 dicembre 1961, si registra la partecipazione e, quindi, il ritorno del rettore Mario Tassitani in qualità di Presidente, con l’ausilio del vicerettore Antonio Menaldi e dell’economo rag. Giuseppe Cannella[5].

Il rettore Carbone comunicò, inoltre, che dal 5 novembre, le ore di lezioni avevano inizio dalle ore 9:00 alle ore 13:00. Altre insegnanti in servizio erano le maestre Ester Trapassi e Lus Delia.

 

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D: Che ricordo si ha del rettore Pitocchi?

R: «Anche se la permanenza del rettore Pitocchi nel Convitto di Maddaloni fu di breve durata, ancora oggi diversi operatori ed alunni convittori dello stesso lo ricordano ben volentieri, per la sua abnegazione e la massima disponibilità, con affetto e per i suoi modi gentili di relazionarsi con il prossimo.

Anche il professore Antonio Galasso, per una vita docente di economia negli Istituti Tecnici Commerciali (vecchia Ragioneria) e della Università degli Studi di Napoli “Parthenope”, Facoltà di Economia, oggi in quiescenza, avendolo conosciuto e ammirato, ha voluto ricordare l’ottimo rettore vicario del Convitto Nazionale “G. Bruno”, dott. Camillo Pitocchi.

Nel 1963/64 il professore Galasso era uno studente universitario iscritto alla facoltà di Economia e Commercio alla “Federico II” di Napoli, a domanda fu assunto come istitutore assistente con contratto a tempo determinato nel medesimo Convitto ai tempi dei rettori Carbone e Pitocchi.

Il rettore Carbone, conoscendo il suo indirizzo di studi, lo volle nel suo ufficio di direzione come suo segretario e addetto anche alla contabilità e al pagamento stipendi dei dipendenti. Il rettore Carbone, uomo di altri tempi, persona decisa e di notevole stazza fisica, a volte assegnava e pretendeva dal giovane istitutore Galasso la soluzione in tempi rapidi di compiti nuovi e di non facile soluzione e, per questo motivo, lo rimproverava anche davanti al rettore vicario. Il giovane, molto sensibile, risentito e demoralizzato al punto tale da pensare anche a rassegnare le proprie dimissioni, veniva confortato e guidato dal buon rettore Pitocchi al completamento del proprio lavoro. Per questo motivo, quando ho contattato il professore Galasso per conoscere il suo pensiero in memoria del rettore Pitocchi, subito ha manifestato la volontà di collaborare e mi ha esternato tutta la sua riconoscenza verso questa grande persona, la quale è stata per lui un punto di riferimento importante e, per certi versi, anche determinante per il prosieguo della sua luminosa carriera scolastica. Il suo ricordo indelebile per il rettore Pitocchi è quello di una persona buona, distinta e signorile, molto professionale, comprensiva, eccellente in tutto e esempio da imitare».

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La classe Terza con la maestra Ferrante Fausta – a.s. 1963/64. Foto gentilmente concessa dall’Istitutore Antonio De Rosa, ex convittore e in foto (da sinistra, settimo seconda fila)

 

D: Dopo l’esperienza maddalonese dove andrà il rettore Pitocchi?

R: «Il rettore Camillo Pitocchi nell’Ottobre del 1964, con la sua famiglia, si trasferì ad Arpino (FR) occupando la sede definitiva al Convitto Nazionale “Tulliano” ove annualmente si tiene una prestigiosa gara di latino “Certamen” a cui partecipano i più noti ed importanti latinisti.

La partenza da Maddaloni non fu indolore, la sua famiglia aveva messo profonde radici, le figlie con le loro amicizie, il rettore con i suoi collaboratori, con le autorità cittadine, i rapporti di stima e di amicizia con i maddalonesi furono innumerevoli, tanto è vero che le figlie, attualmente, vivono a Maddaloni. Qui, hanno realizzato i loro sogni, le loro aspirazioni professionali con l’insegnamento, trovato l’amore e costruito delle belle famiglie coronate dalla nascita di figli e nipoti.

Al “Tulliano” rimase fino alla pensione per poi ritirarsi al suo paese di origine».

D: Cosa possiamo aggiungere sulla sua figura?

R: «Dotato di profondo senso del dovere, amava il suo lavoro; era severo nei confronti dei convittori ma estremamente comprensivo.

Curato nell’aspetto, elegante ma di gusti semplici, amava le piccole cose quotidiane: un buon caffè al bar con gli amici, il cinema, una passeggiata con la moglie e le figlie.

Non coltivava hobby in particolare ma i suoi interessi erano legati soprattutto alla famiglia; gli faceva piacere seguire le figlie negli studi dedicandosi con notevole attenzione al latino per il quale nutriva particolare predilezione.

Aveva una scrittura scorrevole e piana ed amava intrattenere rapporti epistolari con amici e colleghi lontani per continuare a mantenere vivi, nel tempo, i rapporti intercorsi».

 

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Arpino (FR): Il Convitto Nazionale “Tulliano”

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Il rettore Pitocchi con alunni e istitutori del Convitto Nazionale “Tulliano” di Arpino (FR). Foto gentilmente concesse dalla famiglia Pitocchi nella persona della prof. Marilena.

 

D: Cosa possiamo aggiungere a chiusura questa nostra storia di vita?

R: «Il caro rettore Camillo Pitocchi si spense serenamente il 26 novembre 1984, confortato dall’immenso affetto della sua adorata moglie Clara, dalle figlie Assunta, Rosanna e Marilena e dai meravigliosi nipoti.

Nella sua intensa vita ha amato molto la famiglia, il prossimo e la scuola.

Il suo nobile corpo riposa in pace nel cimitero di Calvi Risorta, ove frequentemente la sua famiglia va per pregare e rendergli omaggio, unitamente alle tante brave persone che hanno avuto l’onore di conoscerlo e stimarlo, come un mio amico professore che, recandosi per salutare i suoi parenti in questo grazioso paese, mi ha confidato che non manca mai di andare al cimitero per salutare il suo rettore per deporre un fiore e pregare per lui.

Per concludere, ringrazio di vero cuore la professoressa Marilena Pitocchi per aver contribuito in modo fattivo alla realizzazione di questa importante e breve relazione sull’ottima carriera direttiva e del ricordo del caro rettore Camillo Pitocchi con belle foto e notizie inedite dello stesso».

D: C’è altro riferire?

R: «Si, ringrazio l’ex Rettore Dirigente Scolastico del Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno”, prof. Michele Vigliotti, per avermi dato la possibilità, a suo tempo, di accedere e studiare i verbali dell’Archivio dei Documenti storici del glorioso e amato Convitto.

Ringrazio, inoltre, anche l’attuale Rettore Dirigente Scolastico del Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno”, prof.ssa Maria Pirozzi, per avermi incoraggiato a continuare nello studio e nella divulgazione della storia del nostro insigne Convitto».

Si ringrazia il prof. Antonio Pagliaro per averci concesso questa interessantissima pagina di Storia e per il contributo fotografico annesso.

 


[1] Volendo ricordare l’impegno dello storico oggi incontrato, il prof. Antonio Pagliaro, vanno richiamati i suoi interventi di approfondimento anche in ricerche non direttamente condotte dal medesimo (a titolo esemplificativo si vedano Maddaloni, Francesco d’Orologio, il maresciallo appassionato e studioso della storia cittadina;Maddaloni, ricordo della belle époque della banda cittadina con il Maestro Antonio Grauso; Maddaloni, Antonio Tedesco: studioso della memoria e promotore della Cultura cittadina;Maddaloni, don Salvatore Izzo: il buon sacerdote ricordato a 40 anni dalla Nascita al Cielo).

Ed ancora va ricordato come L’Eco di Caserta, ha spesso proposto studi del prof. Antonio Pagliaro (per il cui profilo biografico si rimanda a Maddaloni, il Prof. Antonio Pagliaro una eccellenza della Città e cultore della sua Identità) per lo più con una attenzione particolare a quanto connesso al Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno” di Maddaloni. Infatti con le sue interessantissime scoperte storiche o ricostruzioni biografiche di personaggi che sono legati al Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno” di Maddaloni, di cui lo stesso Pagliaro è dipendente, fermo restando gli studi condotti dallo storico prof. Pietro Vuolo, è indubbio dire che lo stesso ne è il più esperto conoscitore. Tra gli ultimi in tal senso si ricorda la ricostruzione dell’elenco dei Rettori dall’origine ad oggi:Maddaloni, cambio della guardia al Convitto: arriva Maria Pirozzi. Sempre in relazione al Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno” di Maddaloni, va citata la sua Guida del Convitto maddalonese (Maddaloni, edita on line la Guida di Antonio Pagliaro sul Convitto Nazionale Statale “Bruno”), con la quale si ha la possibilità di approfondire un bel po’ di contributi atti a ridare lustro allo storico edificio ed ai suoi ospiti (si veda ad esempio 1 – Maddaloni, la festa delle Forze Armate, IV Novembre, a Maddaloni nella cronaca di Pagliaro; 2 – Maddaloni, Antonio Pagliaro e la storia del Monumento ai Caduti nel Liceo Ginnasio Giordano Bruno; 3 – Maddaloni, il Convitto “Giordano Bruno” apre la “Campagna della Raccolta dei cimeli e divise; 4 – Maddaloni, al “Giordano Bruno” il responsabile della Croce Nera Austriaca con Rettore e ANMIG; 5 –Maddaloni, studio del ricovero antiaereo del Convitto Nazionale Giordano Bruno di Antonio Pagliaro; 6 – Maddaloni, Il “Giordano Bruno” nella guida del FAI mentre Pagliaro ne studia la Storia.; 7- Maddaloni, il “Giordano Bruno” ricorda il Rettore Giovanni Lagnese, 8 – Maddaloni, secondo anniversario della morte del Prof. Gianfranco De Simone, il ricordo di Pagliaro, 9 –Maddaloni, “La Cartolina a colori del Convitto” nello studio di Antonio Pagliaro; 10 –Maddaloni, il Busto del Giordano Bruno ed il prof. Severino Castorani: ne parla Antonio Pagliaro; 11 –Maddaloni, il Preside e Rettore Cav. Pasquale Celli nello studio del prof. Antonio Pagliaro; 12-Maddaloni, l’ On. Prof. Alfonso Ruggiero ex allievo del “G. Bruno” nello studio di Antonio Pagliaro; 13Maddaloni, il rettore del Convitto Francesco Agnoloni; 14 Maddaloni, la storia del Cav. Uff. Renato Ravinetti nello studio del prof. Antonio Pagliaro; 15 Maddaloni, il prof. Pagliaro ricorda Guido Mario Tamburrino nel 7° anno della Nascita al Cielo; 16 Maddaloni, la storia del Maggiore prof. Vincenzo Castaldo nello studio del prof. Antonio Pagliaro ed altri). Tutti studi condotti dal prof. Antonio Pagliaro a cui da qualche anno è stata affidata il riordino e studio dell’archivio storico della antica istituzione scolastica interessata nonché attività di raccolta dei cimeli (Maddaloni, il Convitto “Giordano Bruno” apre la “Campagna della Raccolta dei cimeli e divise).

Come di consueto il prof. Antonio Pagliaro condivide con la nostra redazione e con la mia persona in particolare i suoi studi, per la qual cosa sia la redazione che lo scriventi siamo molto grati. Tra le altre cose lo scorso 3 dicembre 2016 a Bellona, presso la sala consiliare, è stato presentato il V Volume della serie “Chi è?” che contiene dei contributi biografici dello stesso prof. Antonio Pagliaro (Bellona, sabato 3 dicembre Ambiente Cultura Legalità – XI° edizione e V Volume “Chi è?”).

[2] Il prof. Pagliaro a tal riguardo aggiunge: «Riguardo alla discussione (dell’esame) della tesi di laurea, la figlia Marilena, qualche tempo fa, mi raccontò che suo padre amava ripetere alle figlie che non aveva mai dimenticato quel giorno, non tanto per l’agognato traguardo raggiunto, ma per la disavventura che gli capitò … Praticamente un fatto inaspettato e increscioso! Infatti, di buona mattina, il futuro rettore si preparò di tutto punto per recarsi a Napoli, all’Università “Federico II”: per non sfigurare davanti alla severa e temuta commissione d’esame, la mamma, orgogliosa e preoccupata, gli comprò un bellissimo vestito, completo di tutto (camicia bianca, cravatta, cappello, scarpe, ecc.). Quando giunse all’ingresso della facoltà, credendo di essere in ritardo, salutò e passò davanti al custode con fare svelto per raggiungere immediatamente l’aula adibita agli esami. Il custode, notandolo per come era vestito, capì che era un candidato alla discussione della tesi, e lo bloccò subito, dicendogli che non poteva sostenere l’esame di laurea vestito in quel modo. Il ragazzo, sorpreso, domandò spiegazioni e il custode gli riferì che per sostenere l’esame doveva presentarsi, come da circolare ministeriale, con un abito scuro e la camicia nera della milizia fascista.

Il giovane Camillo, non sapendo cosa fare e non potendo ritornare a Calvi Risorta, perché distante e anche perché ormai era prossimo il suo turno, pensò all’istante di chiedere, al primo ragazzo che vide, e che aveva già sostenuto l’esame finale, la cortesia di potergli prestare la camicia nera. Purtroppo, essendo più basso e tarchiato il candidato precedente, la camicia andò corta e larga al successivo (in verità era anche abbastanza sudata) ma, nonostante tutti questi inconvenienti, Camillo riuscì a sostenere e a superare brillantemente la discussione della tesi di laurea in Giurisprudenza».

[3] Ciò si evince leggendo il verbale della suddetta e nel quale, in sintesi, come ci riporta il prof. Pagliaro, è scritto: «Sono presenti i signori: Dott. Ferdinando Carbone, Rettore-Presidente, i Consiglieri, Preside Gaspare Caliendo, Dott. Mario Marciano, Preside Domenico Mezzacapo, Notaio Iorio Giuseppe con l’assistenza dei signori: Dott. Camillo Pitocchi Rettore-Vicario e Rag. Giuseppe Cannella Economo-Segretario.

Assente, perché ammalato, il consigliere Avv. Antonio Brancaccio.

Alle ore 10 precise, essendo legale il numero degli intervenuti, il Rettore dichiara aperta la seduta.

Dott. Pitocchi Camillo: In apertura di seduta il Rettore-Presidente presenta ai signori Consiglieri il Dott. Camillo Pitocchi destinato, dal 1 febbraio 1961, a questa sede in funzione di Rettore Vicario.

Il Rettore Carbone nel manifestare al collega Pitocchi il proprio compiacimento e le proprie felicitazioni per la sua recente promozione si dichiara lietissimo di avere a collaboratore un amico di vecchia data e di provata capacità e zelo.

Il Consigliere Caliendo, a nome dell’intero consiglio, si associa alle espressioni di augurio e di compiacimento del Presidente.

Il Dott. Pitocchi ringrazia ed aggiunge di essere felicissimo di questa destinazione che gli darà modo di offrire al vecchio amico e collega Carbone tutta la collaborazione sincera ed affettuosa che gli verrà richiesta».

[4] Verbale del C.d.A. del 19 dicembre 1960. Sono presenti i seguenti signori Consiglieri: preside Gaspare Caliendo, dott. Mario Marciano, preside Domenico Mezzacapo, con l’assistenza dei signori: dott. Francesco Tescione, vicerettore, e rag. Giuseppe Cannella economo-segretario.

Assenti per ragioni di malattia i consiglieri sigg. avv. Antonio Brancaccio e notaio Iorio Giuseppe.

Alle ore 10:50 essendo legale il numero degli intervenuti, il Rettore dichiara aperta la seduta e mette in discussione il seguente ordine del giorno:

  1. 1.Situazione di cassa;
  2. 2.Bilancio preventivo anno 1961;
  3. 3.Contributo straordinario delle famiglie;
  4. 4.Relazione situazione edilizia;
  5. 5.Nomina istitutori assistenti;
  6. 6.Nomina sanitari del Convitto;
  7. 7.Nomina personale ausiliario a tempo determinato;
  8. 8.Gratifica natalizia istitutori assistenti e subalterni;
  9. 9.Varie ed eventuali.
  10. 1.Dottor Cerreto Francesco Medico chirurgo;
  11. 2.Dottor Assumma Camillo Odontoiatra.
  12. 1.Istitutori assistenti riconfermati £. 3.000 ciascuno;
  13. 2.Istitutori assistenti nuovi assunti £. 1.500 ciascuno;
  14. 3.Personale subalterno sposati £. 6.000 ciascuno;
  15. 4.Personale subalterno celibi, nubili o vedova £. 3.000 ciascuno;
  16. 5.”»[4].

 

Saluto del Rettore: Il Rettore prima di iniziare la discussione dell’ordine del giorno, rivolge un caloroso saluto al Consiglio, dichiarandosi lieto di essere ritornato a Maddaloni, proponendosi di porre tutto il suo entusiasmo nell’opera diuturna e indefessa per continuare il lavoro dei suoi predecessori per le migliori fortune del Convitto Nazionale “G. Bruno”. In ciò egli confida nella collaborazione costante ed efficiente dei due collaboratori Dott. Francesco Tescione e Dott. Giuseppe Simone di recente promossi al grado di Rettori dei Convitti Nazionali, e auspicando ad essi le migliori fortune di carriera, rivolge a loro le sue più cordiali felicitazioni. A nome di tutto il Consiglio risponde il Preside Caliendo che, interpretando il pensiero di tutti i signori Consiglieri, esprime al Rettore gli auguri di buon lavoro e ai due neo promossi il proprio compiacimento e plauso.

Movimento personale di ruolo: Il Rettore informa il Consiglio che, a datare dal 15 ottobre 1960, è stato trasferito dal Convitto Nazionale di Potenza a Maddaloni il Vicerettore aggiunto Dott. Sorrentino Enrico e che per effetto di questa assegnazione gli è stato possibile ridurre di due unità il numero degli istitutori assistenti. Il Consiglio prende atto.

Iscrizione alunni anno 1960/61: Il Rettore espone al Consiglio la situazione degli alunni iscritti che al 1° ottobre 1960 era la seguente: Convittori n° 87; Semiconvittori n° 2; esterni n° 151. Tale situazione compararla a quella dello scorso anno dà una diminuzione di n° 4 convittori; n° 2 semiconvittori e n° 20 esterni. Diminuzione che è dipesa principalmente dalla istituzione di numerose scuole medie statali in vari paesi della Provincia, nonché dalla apertura di un nuovo plesso scolastico elementare nelle immediate adiacenze del Convitto. Il Consiglio prende atto ed auspica un incremento degli alunni interni ed esterni per effetto di una più attiva propaganda da parte della Direzione del Convitto.

Per quanto riguarda la situazione di cassa da questa si evince la media vitto accertata al 30 novembre 1960 la quale è di £. 308.38 contro le £. 275 previste.

Il Bilancio preventivo per l’esercizio finanziario 1961: Il Rettore presenta al Consiglio, per l’esame e l’approvazione il Bilancio preventivo per l’anno 1961 e legge la seguente propria relazione:

Il Bilancio preventivo per l’anno 1961 presenta una entrata ordinaria di £. 17.738.645 contro una spesa ordinaria di £. 20.238.645, con un disavanzo, quindi, di £. 2.500.000 che dovranno essere prelevate dagli avanzi degli esercizi precedenti della P. I. per gli alunni a posto gratuito è superiore a quella pagata dagli alunni in carico delle rispettive famiglie. Delibera di approvare, come in effetti approva, la proposta del Rettore di chiedere alle famiglie, con esclusione degli alunni beneficiari di posto gratuito a carico del Ministero della P. I., un contributo straordinario ad integrazione di retta di £. 1.500 mensile, da pagarsi unitamente alla retta trimestrale per il periodo primo gennaio 30 giugno 1961.

Ripristino palestre: Il Rettore informa il Consiglio di aver interessato le autorità competenti per ottenere un contributo al fine di ripristinare le palestre del Convitto che, per effetto della occupazione militare, sono ridotte in quasi totale inservibilità, e legge la seguente lettera da inviare al Ministero della P. I. servizio centrale per l’educazione fisica e sportiva.

“Prot. N° 836 Maddaloni 21 dic. 1960: Al Ministero della P. I. servizio centrale per l’Educazione fisica e sportiva. Roma Oggetto: Palestra scolastica.

Questo Convitto Nazionale prima della guerra possedeva una palestra coperta ed una scoperta completamente attrezzate ed idonee per le esercitazioni e gare ginnico sportive dei convittori e degli alunni esterni dello annesso liceo ginnasio omonimo. Per effetto degli eventi bellici i predetti impianti con le attrezzature relative sono stati lasciati, non per incuria di uomini ma per assoluta carenza di mezzi, nel più completo abbandono, tanto che in atto la palestra scoperta è diventata un comune campo di ricreazione e di quella coperta esistono solo le strutture essenziali.

Allo scopo di dotare il Convitto, che ha ripreso in pieno il proprio funzionamento, di un moderno impianto sportivo ed a seguito della gradita visita dell’Ispettore Generale Comm. D’Arconte e del Provveditore agli Studi di Caserta incaricai l’Ing. Raffaele Del Monaco di redigere il progetto di massima per il ripristino delle palestre suddette.

Sottoposto tale elaborato al Consiglio di Amministrazione del Convitto nella seduta del 19 u.s., questi ha deliberato di dare esecuzione alle opere relative dopo aver conosciuto se ed in quale misura codesto Ministero potrà sussidiarle, non essendo possibile al bilancio dell’Ente di far fronte all’intera spesa.

In esecuzione, pertanto, del deliberato predetto, mi permetto inviare a codesto Ministero il progetto di cui trattasi con viva preghiera di esaminarlo benevolmente per la concessione di un congruo sussidio. Ritengo, infine, necessario ed opportuno aggiungere che in questa sede non vi sono altri impianti del genere.

Nomine istitutori assistenti: Il Rettore fa presente al Consiglio che, in seguito al trasferimento al Convitto del Vicerettore aggiunto Dott. Sorrentino Enrico, il numero degli istitutori assistenti occorrenti per l’anno 1961, può essere limitato a quindici, tenuto conto dei numerosi accompagnamenti dei convittori alle varie scuole di Maddaloni e all’Istituto Tecnico di Caserta. Informa, altresì, per la ratifica, che al 1° ottobre 1960 sono stati assunti, per il regolare funzionamento del Convitto, i seguenti istitutori assistenti: Brasile Carmine, Cambio Aldo, Cannella Luciano, Cardillo Aldo, De Nicola Pasquale, Di Mattia Aldo, Favale Giuseppe, Montanaro Gino, Negro Pompeo, Perucatti Giovanni, Russiello Giuseppe, Rauccio Michele, Tombolini Mario, Vadini Enrico. Ad ogni istitutore assistente è corrisposta la retribuzione di cui alla ministeriale 4364 del 10/9/1957 e cioè £. 12.000 nette agli istitutori titolari di squadra, oltre agli utili della vita collegiale, e £. 9000 agli istitutori supplenti. Gli istitutori assistenti addetti agli uffici percepiscono la retribuzione come gli istitutori di squadra. Il Consiglio ad unanimità approva e ratifica.

Nomina sanitari del Convitto e Direttore Spirituale: Il Rettore propone al Consiglio di nominare per l’anno scolastico 1960/61 i seguenti sanitari che hanno dato prova di attaccamento e capacità professionale ed alle condizioni dell’anno precedente:

Propone inoltre di nominare pure alle condizioni dell’anno precedente, e per l’anno scolastico 1960/61, il Rev. Padre Antonio Gallo, Direttore Spirituale, il quale ha ricoperto tale incarico per molti anni di seguito con molto attaccamento. Il Consiglio approva.

Nomina personale subalterno avventizio[4]: Il Rettore informa il Consiglio che, come per gli anni precedenti, ha riconfermato la nomina a personale di fatica avventizio e per il periodo primo ottobre 1960 quindici giugno 1961 i seguenti signori: Desiato Michela, Formato Andrea, Lombardi Tommaso, Maccarone Domenico, Mataluna Luigi, Santonastaso Rosaria e Sardelletto Francesco.

Per la pulizia e la sorveglianza dei gabinetti adibiti alla scuola elementare mista interna, e per le sole ore di scuola, è stata incaricata la signora Desiato Maria, alla quale viene corrisposto un compenso forfetario mensile di £. 8.000 nette. Il Consiglio approva e ratifica.

Gratifica natalizia personale dipendente: Il Rettore legge al Consiglio una domanda presentata dagli istitutori assistenti con la quale chiedono una gratifica natalizia che permetta loro di affrontare le spese di viaggio per recarsi in famiglia in occasione delle feste natalizie. Il Rettore fa presente che ormai è consuetudine concedere al personale dipendente una regalia per le feste di Natale e propone, quindi, di accogliere l’istanza degli istitutori assistenti e di concedere anche al personale subalterno una regalia così come è stato praticato negli anni trascorsi. Il Consiglio Fatta propria la proposta del Rettore; delibera di concedere, come concede, una regalia natalizia per l’anno 1960 al personale dipendente nella seguente misura:

[5] Il prof. Pagliaro, riferisce che dal Registro di Ordine di servizio e Ordine del giorno che va dal 28 giugno 1963 al 3 settembre 1977 si evince che, all’inizio dell’anno scolastico 1963/64, il rettore Ferdinando Carbone diede incarico al collega rettore delegato, dott. Camillo Pitocchi, di stilare e diramare l’orario di inizio, ore 8:50, e fine lezione, 12:50, per la Scuola Elementare annessa al Convitto. Dallo stesso registro, il rettore Carbone, in data 12 ottobre 1963, scrive il seguente ordine di servizio: «Secondo le disposizioni impartite dal Superiore Ministero, i Sigg. Insegnanti sono pregati di rendere partecipi gli allievi della propria classe del doloroso disastro che ha colpito le popolazioni delle province di Udine e Belluno collo straripamento del serbatoio di Vajont e di commemorarne le vittime innocenti intorno alle quali, in quella fatale circostanza, si stringa, riverente e commosso il cuore di tutto la Nazione. Il Rettore F. Carbone p.v. E. Marini, A. Pitocco, Della Ventura Maria, Ferrante Fausta».