San Gennaro Vesuviano, attenzione pubblica per il monumento a Scipione Pignatelli

SAN GENNARO VESUVIANO (Napoli) – In questo periodo con una serie di interventi pubblici e privati, nonché richiami in manifestazioni pubbliche si è tornato più di una volta a parlare e lodare il MONUMENTO ALLA FIERA E A SCIPIONE PIGNATELLI inaugurato a San Gennaro Vesuviano nel 2013 in occasione della 400esima edizione dalla ANTICA FIERA VESUVIANA che ebbe il via sabato 14 settembre 2013.

Tra gli eventi di partenza della secolare manifestazione alle ore 19 di quel 14 settembre 2013 si è provveduto alla inaugurazione del MONUMENTO ALLA FIERA E A SCIPIONE PIGNATELLI, scolpito dall’artista Michele Letizia, artista maddalonese attualmente impegnato presso il Teatro “Alla Scala di Milano”.

L’opera è dedicata a Scipione Pignatelli che è Marchese di Lauro e Signore di Palma che nel 1613 Scipione Pignatelli istituì la Fiera nello spazio aderente all’antica Cavallerizza, proprio davanti al Convento Francescano, donando ben 20 moggi di terreno.

La Fiera Vesuviana si tenne dal 14 al 22 settembre 2013 ed fu considerata l’evento per eccellenza dell’area vesuviana per la qualità della sua offerta, per la durata, per il coinvolgimento delle emergenze del territorio, per il richiamo alle tradizioni, per l’offerta culturale. Grazie al protocollo d’intesa che coinvolse i ventitré Comuni dell’area e la Provincia di Napoli si superarono i limiti municipalistici aprendo alla collaborazione con soggetti territoriali dotati di grandi capacità propositiva e potenzialità realizzative.

I grandi spazi riservati alla cultura e all’eccellenza enogastronomica, la cura dell’artigianato nei suoi molteplici e multiformi aspetti, il settore culturale con le sue rassegne e convegni, spettacoli e dimostrazioni, il salone equestre con le sue eccellenze costituiscono i quattro pilastri espositivi a cui si aggiunge il settore più specificamente commerciale. Questi aspetti che già erano stati al centro delle precedenti edizioni, ma la 400esima si proposero di trasformare l’evento in fattore trainante per l’economia del territorio. La grande massa di visitatori provenienti da zone anche lontane molto apprezzò la Fiera e la sua offerta culturale.

In occasione di questo secolare anniversario sono state realizzate opere commemorative con collocazione ed esibizione stabile nelle piazze cittadine di Ahmad Alaa Eddin e di Michele Letizia.

Nel primo caso abbiamo un artista Siriano con a catalogo esposizioni in tutta Europa e nel Medio Oriente ed attualmente socio ordinario della Società Promotrice delle Belle Arti di Torino, nel secondo abbiamo una “eccellenza campana”, si può dire, da piccolissimo, dagli inizi degli anni’80 “artista in erba” con una carriera luminosissima esposizioni sul territorio nazionale ed estero e da qualche anno impegnato, principalmente, nel settore delle scenografie in diversi teatri italiani, tra la cui l’Arena di Verona ed il Teatro “Alla Scala di Milano” dove opera stabilmente dal qualche anno.

Particolarmente interessante, si segnala, l’opera di Letizia (già autore di manifesti promozionali della medesima Fiera) dal titolo “La Corsa” che riprende uno dei canoni base della Fiera èd è realizzato con somma maestria con metalli di riciclo del “Mondo Agricolo” intrecciati con una “immensità” di ferri di cavallo. L’opera è stata realizzata, nella sua immensa mole, tale per cui a seconda dei lati può essere reinterpreta, così da contribuire non ad una, né a due ma a quattro visione “decontestualizzate” d’insieme.

Non è nuovo, unico tra gli artisti a questo tipo di opere imponenti caratterizzate da il materiale “agricolo” dettagliatamente scelto da Letizia, a queste “espressioni artistiche”e da qui va il ricordo al Coky

Quella famosa scultura interamente in acciaio temperato, lunga cm 800, larga cm 180 e alta cm 70 che rappresenta Sauro, forse l’ultimo dei titanici preistorici rimasti in vita tra noi, una vera e propria macchina da guerra, un congegno intelligente di ingegneria genetica a disposizione della catena alimentare, allora creato per difendere le rive delle grandi acque, oggi rimasto a celebrare il proprio atavismo conservando immutato il suo aspetto terrifico.

Anche per il Coky, scultura del 2007, Letizia ricorse a realizzarla riciclando lame di motozappa che armonicamente si sposano tra loro modanando l’intera anatomia del lucertolone; l’aggiunta di qualche bullone o di qualche morsetto ne ha condito il tutto. In parole povere, circa tre tonnellate di metallo che da forma hanno preso forma.

In molteplici opere e nel tempo Letizia ha dimostrato come è sempre propenso al riciclaggio dei materiali e tutt’ora ancora crede che “da cosa nasce cosa”.

Sarebbe tante ancora le cose da raccontare su Michele Letizia (https://www.facebook.com/mike.coky), il richiamo della sua arte in diverse opere letterarie, la cura con la sua matita e pennello di copertine di pubblicazioni per lo più in memoria di artisti di noto lustro passato, etc etc. Fotografo, scenografo, regista, autore, interprete … dal teatro ai film è presente la sua impronta. E’ stato Direttore Tecnico della Rassegna Teatrale e Musicale Scenari della Costiera Amalfitana. E’  stato tra i protagonisti del progettazione e realizzazione della mostra le città sostenibili delle bambine e dei bambini, organizzata dal Ministero dell’Ambiente e dalla Union Graphics di Napoli, Ospedale degli Innocenti di Firenze. Progettualità questa che stata allestita anche a Cremona, Macerata e Napoli.