
SAN NICOLA LA STRADA ( CASERTA) – Grande e coinvolgente è stata la testimonianza di Luigi Ferraiuolo , giornalista, scrittore e redattore di Tv2000 nonché direttore del L’Eco di Caserta associato ad Avvenire durante la presentazione del suo ultimo libro “ Da Pietrelcina. L‘altro Padre Pio.” (ed. La Fontana di Siloe), ad un pubblico attento e completamente rapito dalle sue parole e affascinato dalle sue grandi doti di comunicatore, sabato 10 maggio 2014 alle ore 19:30 nella splendida cornice della chiesa vanvitelliana Santa Maria degli Angeli a San Nicola la Strada, evento organizzato e moderato da Nicolina Leone corrispondente del L’Eco di Caserta in collaborazione con la parrocchia Santa Maria degli Angeli guidata dal parroco don Marco Fois e l’ Ac San Nicola, con il Patrocinio del Comune e della Pro Loco della Città di San Nicola la Strada.

Dopo l’inizio che ha visto l’interpretazione di alcune pagine del testo da parte dell’attrice casertana Antonia Oliva accompagnata dalle musiciste Teresa Cutillo all’organo e Monica Pascariello alla viola, che hanno allietato la serata con brani classici del loro repertorio e la presentazione degli ospiti da parte di Nicolina Leone, il dibattito è “entrato nel vivo” presenziato dall’ amato don Marco Fois, parroco della chiesa Santa Maria degli Angeli.

L’autore ha esordito subito parlando di come è nata l’idea della pubblicazione del libro. “ Da Pietrelcina. L’ altro Padre Pio.

“Per due stagioni televisive, nel 2013, ho condotto il programma quotidiano “Da Pietrelcina, l’altro Padre Pio” su Tv2000 con il quale abbiamo portato a conoscere i luoghi in cui ha vissuto Padre Pio e gli ultimi testimoni viventi del Santo.
Il programma ha cercato di raccontare la bellezza, la santità della quotidianità. In un mondo che vive nel frastuono continuo, nella incessante e frenetica corsa al successo e all’affermazione personale o di classe, “Da Pietrelcina: l’altro Padre Pio” ha offerto un’ oasi di pace e serenità dal rumore della vita quotidiana. Un piccolo panorama sul silenzio e sulla gioia che solo il paesino natale di Padre Pio e le sue storie, narrate non solo da chi ha conosciuto il Santo ma anche dai giovani che ogni mese si ritrovano per vivere la via del Rosario o per un pellegrinaggio a Piana Romana, sa raccontare. Familiarizzare con l’altro Padre Pio ha significato scoprire un mondo che vale per tutti, anche per chi non crede. Perché come raccontava il frate di Pietrelcina: “Tutto è incominciato lì”. “Da Pietrelcina, l’altro Padre Pio” è stata un’inchiesta televisiva mai realizzata prima su Padre Pio e i suoi luoghi di formazione nel Sannio, in provincia di Benevento. Un lavoro nato per raccontare l’altra faccia del frate cappuccino più conosciuto del Novecento e il Santo più famoso del ventunesimo secolo”.
“Un Santo che molti fedeli e anche tanti semplici curiosi hanno conosciuto – ha continuato Luigi Ferraiuolo, – attraverso i media prima ancora che attraverso l’insegnamento della Chiesa. Un Santo che ha contraddistinto il Novecento e che ancora oggi ha un’immensa incidenza sull’immaginario collettivo e di cui in realtà si sa poco. Perché finora è sempre stata raccontata anche dai mezzi di informazione solo la sua permanenza a San Giovanni Rotondo, nel convento cappuccino in provincia di Foggia; tralasciando il luogo della sua formazione e di origine. Avvenuta quasi esclusivamente a Pietrelcina e nei conventi del circondario”. L’idea del programma è stata quella di indagare e far conoscere un luogo dello spirito, un luogo dell’anima capace di far collegare tutti per mezz’ora al giorno, a un posto di pace e serenità. Un antidoto al frastuono della vita contemporanea attraverso il racconto della formazione e della nascita di padre Pio da Pietrelcina.”
“E’ stato incredibile anche il mio impatto emotivo perché è straordinaria la bellezza e la serenità che si respira nei vicoli e nelle strade di Pietrelcina – ha proseguito Ferraiuolo – e incredibili sono le storie e le coincidenze che portano il giornalista abituato ai ritmi della modernità, a riflettere su un luogo che è divenuto noto per aver dato i natali a un santo e a cui ha di sicuro concorso con la sua atmosfera mistica a plasmare il Santo. Una vera e propria avventura nello spirito di migliaia di persone in cui anche la coscienza del giornalista più freddo e lontano dalla fede deve fermarsi a riflettere sulle storie di pietà, devozione, amore che trasudano dalle pietre di Pietrelcina”, storie che hanno cambiato anche me. Di qui la decisione al mio ritorno di mettere su carta l’esperienza che avevo appena vissuto.”
Nel libro, dunque uno dei più venduti nelle librerie religiose e che ha vinto di recente il più ambito premio della letteratura religiosa il Premio Giordano , l’autore delinea la carismatica figura di uno dei Santi più amati e seguiti della storia della Chiesa cattolica e di Pietrelcina il borgo sannita dove nel lontano 1887 nasce il piccolo Francesco Forgione. Terra benedetta perché toccata dal disegno divino che l’ha prescelta come luogo natale di un Santo straordinario ma non solo…culla della sua santità, ove è avvenuto l’incontro con Cristo e la Madonna e ha ricevuto il dono mistico delle Sante Stimmate, paese che nasce con il piccolo Francesco Forgione e grazie a lui diventa patrimonio spirituale del mondo e dell’intera umanità, luogo di speranza e di pace, di accoglienza e di solidarietà.
Un libro che racconta Padre Pio, attraverso i ricordi e le testimonianze degli abitanti del luogo, della sua semplicità religiosa sempre attento ad ubbidire ai dettami di Nostro Signore e della Chiesa ma anche un Padre Pio non sempre chiuso nel confessionale ma un santo sociale, rivoluzionario e moderno perché lungimirante per l’epoca in cui viveva sempre affianco ai più deboli, dei più disadattati ma pronto ad andare incontro a tutti, di ogni età, ceto sociale e cultura, dando un aiuto concreto sia materiale che spirituale e donando con ogni suo gesto fiducia e speranza. Modernità nel rispetto della tradizione questo è stato l’aspetto che è stato messo in risalto dall’intervento di don Marco Fois.

Questo ha messo in risalto Luigi Ferraiuolo durante il dibattito ma soprattutto come egli era sempre in prima linea nonostante i disagi fisici di natura ultraterrena e soprannaturali perchè da buon sannita non gli piacevano le ingiustizie tanto da contrastare persino Giulio Andreotti e dire no ad Alcide De Gasperi riguardo una Riforma Agraria demagogica e lontana dalle vere esigenze della collettività, e come gli piacevano i fatti e non le parole e di certo di fatti ne ha creati tanti… ha fondato i gruppi di preghiera, il convento di Pietrelcina, la Casa Sollievo della Sofferenza, uno dei più importanti centri ospedalieri del centro Sud d’ Italia sempre all’ avanguardia sia per le attrezzature che per il centro di ricerche internazionale, creato e sovvenzionato grazie alle offerte dei suoi fedelissimi devoti sparsi in tutto il mondo e soprattutto negli ultimi tempi sempre più numerosi anche tra i vip del mondo della musica, dell’arte e dello spettacolo come Massimo Giletti, Michele Placido, Orietta Berti, Toto Cotugno e personaggi noti della politica quale Antonio Bassolino e tanti altri.
Il Segreto di tanto interesse e di tanta venerazione ? “Semplice – conclude l’autore Luigi Ferraiuolo – risiede in una delle sue frasi che amo di più: “ E’ il caso che fa l’eroe, ma è il valore di tutti i giorni che fa il giusto”. Ed è questo che le persone amano di più in lui.




